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Lotta all’evasione, la bussola per i comuni

Contrasto al lavoro sommerso ed emersione di fabbricati non dichiarati al catasto. Sono le due attività di segnalazione prioritarie sulle quali i comuni dovranno concentrarsi nell’attività di invio di informazioni qualificate all’amministrazione finanziaria e all’Inps. Lo mette nero su bianco un provvedimento del 29 maggio del direttore dell’Agenzia delle entrate, recante “Modalità tecniche di accesso alle banche dati, di trasmissione di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti e di partecipazione all’accertamento fiscale e contributivo da parte dei comuni, ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203 convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248 e modificato dall’articolo 18 del decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”. Il provvedimento prevede che i comuni partecipano all’attività di accertamento fiscale e contributivo fornendo informazioni suscettibili di utilizzo ai fini dell’accertamento dei tributi statali e dei contributi previdenziali e assistenziali attraverso segnalazioni qualificate, cioè posizioni soggettive in relazione alle quali sono rilevati e segnalati atti, fatti e negozi che evidenziano comportamenti evasivi e/o elusivi. Il tutto tenendo conto che per i periodi d’imposta i cui termini per l’esercizio dell’attività d’accertamento dell’Agenzia delle entrate ovvero dell’Inps decadono il 31 dicembre dell’anno nel quale si effettua la segnalazione, la trasmissione telematica è effettuata entro e non oltre il giorno 30 del mese di giugno. Con riferimento alle segnalazioni qualificate, rilevanti per le attività istituzionali e di controllo fiscale dell’Agenzia del Territorio, “è individuato quale ulteriore ambito di intervento quello della collaborazione per l’individuazione di ulteriori fabbricati che non risultano dichiarati al catasto”, si legge nel provvedimento. Il quale aggiunge anche che “con riferimento alle segnalazioni qualificate, rilevanti ai fini dell’accertamento dei contributi previdenziali e assistenziali non dichiarati, trasmesse dai comuni all’Inps, è individuato – quale specifico ambito d’intervento – quello del «Contrasto al lavoro sommerso»”. Le segnalazioni qualificate in esame fanno particolare riferimento alle omissioni della denunzia contributiva relativa all’impresa; ad attività di commercio ambulante o su area pubblica con omissione della Comunicazione unica; ad  attività commerciale o artigiana anche in questo caso con omissione della Comunicazione unica ai fini fiscali, amministrativi e previdenziali e della denunzia contributiva relativa all’impresa. Quale il beneficio per gli enti locali? Gli avvisi di accertamento notificati e gli accertamenti con adesione perfezionati, riferiti in tutto o in parte alle segnalazioni trasmesse dai comuni, sono tracciati sino alla fase della riscossione delle maggiori imposte, interessi e sanzioni correlati agli specifici elementi di rettifica o accertamento, affinché seguito della riscossione, la quota dei tributi statali stabilita dall’articolo 2, comma 10 lettera b) del decreto legislativo 14 marzo 2011, numero 23 venga destinata ai comuni che hanno contribuito all’accertamento. Una quota di compartecipazione spetta alle amministrazioni anche per le sanzioni incassate dall’Inps.  L’Agenzia delle entrate, l’Agenzia del territorio e l’Inps forniranno ai comuni, mediante collegamento telematico, le informazioni sullo stato di ciascun atto collegato alle segnalazioni ricevute dagli enti e all’ANCI, riepiloghi periodici delle segnalazioni e dei conseguenti atti di accertamento. Relativamente infine alla privacy, il provvedimento ricorda che i dati e le notizie raccolti, che sono trasmessi nell’osservanza del decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), sono trattati secondo i principi di necessità, pertinenza e non eccedenza stabiliti dalla medesima normativa.

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