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Liberalizzazione dell’orario e dei turni delle attività di acconciatori ed estetiste

Liberalizzazione dell'orario e dei turni delle attività di acconciatori ed estetiste

Risulta legittima l’ordinanza che liberalizza l’orario e i turni delle attività di acconciatori ed estetisti in quanto, in assenza di limitazioni imposte dal legislatore nazionale o regionale, l’art. 50, comma 7, TUEL (d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267) ne attribuisce il relativo potere al sindaco; d’altro canto, non sono ravvisabili differenze sostanziali di contenuto nella legislazione comunitaria e nazionale susseguitasi a far data dal d.l. 4 luglio 2006 n. 223, dalla direttiva 2006/123/CE, cosiddetta Bolkestein e relativa legge di recepimento (d.lgs. 26 marzo 2010, n. 59). A sostenerlo è il Consiglio di Stato, Sez. II, tramite il parere datato 27 luglio 2018, n. 2065.
Come affermano i giudici “le limitazioni dinamiche all’esercizio delle attività lato sensu commerciali, nelle quali rientrano sotto tale limitato profilo anche quelle artigianali, sono ammissibili solo per ragioni imperative di interesse generale; pertanto, la tutela della concorrenza, che tali norme – e, a seguire, la decretazione d’urgenza del 2011 – hanno inteso valorizzare, può incontrare limiti in esigenze di salvaguardia del patrimonio ambientale, storico-artistico e culturale, ecc., ma non nella mera salvaguardia di indefiniti interessi di categoria.

>> VAI AL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO (SEZ. II) DEL 27 LUGLIO, n. 2065.

>> CONSULTA LA NOTA ESPLICATIVA DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA.

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