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Legge di stabilità, d.d.l. firmato e trasmesso al Parlamento

Incassata ieri la firma di Napolitano, la legge di stabilità 2015 è pronta per entrare in Parlamento, passando dalle porte della Camera dei deputati. Qui comincerà il suo iter: già la prossima settimana (probabilmente da giovedì) si partirà con le audizioni e già entro la terza settimana di novembre si prevede il primo via libera.

Ieri, oltre alla firma di Napolitano, è arrivata anche la lettera della Commissione europea sul documento programmatico di bilancio 2015 inviato a Bruxelles il 15 ottobre scorso): mentre non sono stati sollevati dubbi su coperture e riforme proposte, come ci si attendeva, nella lettera si denuncia una “seria deviazione” dagli obiettivi concordati, e quindi dalle regole del Patto di stabilità, e oltre a chiederle i motivi dello scostamento, le chiede anche di illustrare i rimedi. Preferibilmente entro domani (ovvero oggi, ndr).
La lettera della Commissione, pubblicata sul sito del Ministero dell’Economia nonostante ‘strettamente confidenziale’ e contro il parere del presidente José Barroso, non favorevole alla divulgazione, è molto chiara: “La strategia di bilancio dell’Italia, che pure s’inserisce nel contesto delle riforme strutturali, rinvia il raggiungimento degli obiettivi di bilancio di medio termine al 2017, violando così le regole del Patto di stabilità, in particolare quelle sul debito. La Commissione, già in contatto con l’Italia con cui intende proseguire il dialogo, chiede le ragioni di questa decisione entro domani (oggi, ndr)”.

E sempre ieri ha avuto luogo l’incontro tra il Governo e le Regioni, allarmate dai tagli consistenti previsti nella legge di stabilità 2015. “Il punto di convergenza per ora è stato quello che Renzi ha definito il Lodo Chiamparino, ovvero una proposta che in una settimana punti ad un lavoro congiunto per una manovra sostenibile”, ha dichiarato il Presidente delle Regioni Sergio Chiamparino“Noi pensiamo di avere le proposte per questa manovra, per renderla sostenibile sia in termini di qualità dei servizi erogati, di contenimento della fiscalità e di partecipazione ai saldi. La manovra così come è senza proposte che la qualificano è difficilmente sostenibile ma con oggi si apre una fase nuova”, ha ribadito Chiamparino.
Tra le proposte delle Regioni, si legge in una nota, il recupero, da parte dello Stato, di fondi inutilizzati per riprendere una politica di investimenti sull’edilizia sanitaria, la razionalizzazione sia della spesa sanitaria, sia delle spese a livello centrale, l’idea di un percorso comune sui costi standard…
“Non vogliamo tagli ai servizi sociali, dobbiamo trovare delle forme per evitarlo” e per questo “siamo disponibili a discutere le proposte con le Regioni”, ma “ognuno fa i suoi compiti a casa. Non diamo obblighi alle Regioni su come raggiungere gli obiettivi di riorganizzazione della spesa. Noi stiamo facendo la nostra revisione della spesa su tutto. Il governo sostiene con forza il principio dell’autonomia e della responsabilità” degli enti locali, ha detto il sottosegretario Graziano Delrio, nel raggiungimento degli obiettivi. “Siamo disponibili a lavorare insieme in tempi strettissimi per trovare soluzioni per applicare le riforme stabilite”, ha aggiunto. “Siamo assolutamente impegnati nella revisione della spesa, con interventi anche sulle partecipate: in legge di stabilità ci sarà un benefit sul patto di stabilità a chi dismette partecipazioni azionarie. E’ un elemento molto incentivante”, ha concluso il sottosegretario.

Ecco le principali novità

Per quanto riguarda le pensioni, dal primo gennaio 2015 i trattamenti saranno corrisposti il 10 del mese “nei confronti dei beneficiari di più trattamenti”.

Il bonus bebè sarà erogato mensilmente su domanda all’Inps, ed è valido per tre anni per i figli nati o adottati dal primo gennaio 2015. L’assegno annuo sarà di 960 euro e il tetto di reddito di 90mila euro. L’assegno non concorrerà alla formazione del reddito complessivo.

Viene cancellata per il 2015 la clausola di salvaguardia introdotta dal governo Letta che prevedeva tagli per 3 miliardi alle agevolazioni fiscali, ma ne viene introdotta un’altra che incrementa l’aliquota Iva del 10 e del 22% di due punti dal primo gennaio 2016 e di un altro punto dal 2017.

Stanziati due miliardi di ammortizzatori e Cig in deroga per l’anno 2015.

Sale a 8.060 euro (nelle bozze era 6.200) la soglia per l’azzeramento triennale dei contributi sui neo-assunti: e imprese che assumono nel 2015 potranno godere anche dell’azzeramento dei contributi a loro carico per tre anni (ma con un tetto a 8.060 euro). Stanziato 1 miliardo l’anno tra 2015 e 2017 e 500 milioni per il 2018

Il bonus Irpef da 80 euro diventa strutturale ma si trasforma in detrazione (nel bilancio dello Stato passano da maggiore spesa a minore entrata). La platea resta immutata, 10 milioni di italiani tra gli 8.000 e i 26.000 euro di reddito.

La componente lavoro diventa deducibile dall’imponibile Irap, ma si cancella il taglio del 10% introdotto con il dl Irpef. L’aliquota torna quindi al 3,9% già da quest’anno.

Dalla Corte dei Conti a Csm, ma anche su crediti d’imposta per farmacie o opere d’ingegno: tanti i tagli mirati.

Risorse per la stabilizzazione dei precari (1 miliardo il prossimo anno, 3 a dal 2016). Salta invece la riforma delle commissioni per gli esami di maturità, che arriverà con un provvedimento successivo

Tfr in busta paga. La novità scatta dal primo marzo del prossimo anno e sarà in vigore fino al 30 giugno 2018. Una volta optato per il Tfr in busta ogni mese, assoggettato a tassazione ordinaria, la scelta è irrevocabile. Esclusi i lavoratori pubblici, i lavoratori domestici e quelli del settore agricolo. Bisogna lavorare da almeno 6 mesi.

Regioni, province e comuni contribuiranno con 4 miliardi. Si tratta ancora sulla composizione dei tagli. E oltre 6 miliardi arriveranno dai tagli ai ministeri.

Contratto del pubblico impiego congelato fino a dicembre 2015. Magistrati, avvocati, procuratori dello Stato, personale militare e delle Forze dipolizia, diplomatici sono esclusi dal blocco degli scatti.

300 milioni per ricerca e sviluppo: credito d’imposta al 25%, fino al 50% per università ed enti di ricerca. Fino al 2019.

Resiste l’ecobonus. Prorogato per il 2015 lo sconto al 65% per gli interventi di efficienza energetica, valido anche per i condomini, cosi’ come quello per le ristrutturazioni che si ferma pero’ al 50%. Ok anche al bonus mobili-elettrodomestici

Cambia il fisco per i regimi minimi, per i forfait al 15%: addio a forfettini e forfettoni. Per artigiani e micro-imprese arriva il forfait unico al 15% per sostenere 900mila partite Iva. Non ha più il limiti di tempo e di età, ed è esteso a ricavi fino a 40mila euro (secondo i settori).

Arriva un fondo ad hoc per la giustizia da 50 milioni. Le risorse raddoppiano l’anno successivo per poi arrivare a quota 120 milioni nel 2017. Le spese per i tribunali non saranno più a carico dei Comuni ma dello Stato (stanziati 250 milioni)

Due miliardi per il Jobs Act e nuovo sussifdio universale: creato un fondo ad hoc per sostenere la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, inclusi quelli in deroga

Con uno stretto legame all’operazione Tfr, la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione “dal periodo d’imposta 2015” passa dall’11 al 20%. Sui redditi da rivalutazioni dei fondi per il Tfr la tassazione passa invece dall’11 al 17%.

Il meccanismo di reverse charge per il pagamento dell’Iva è allargato, per 4 anni, a pulizie, edilizia, gas, energia elettrica. Si punta anche alle operazioni verso la P.a. ma serve l’ok alla deroga dalla Ue. Se l’autorizzazione non dovesse arrivare scattera’ un aumento delle accise sulla benzina per circa 1 miliardo (988 milioni)

I controlli fiscali avranno l’obiettivo di aiutare il contribuente all’auto-correzione e concentrare il contrasto su frodi e contribuenti meno collaborativi. Arriva il ‘ravvedimento lunghissimo’ e semplificazioni per adempimenti Iva

La Rai “puo’ cedere sul mercato attivita’ immobiliari e quote di società. Fs investirà risorse da cessioni sulla rete ferroviaria.

Saltano i 140 milioni, previsti nelle prime bozze, per i forestali calabresi. Restano invece 100 mln per Lsu di Palermo e Napoli.

I patronati continueranno ad assistere i cittadini ma con 150 mln in meno di trasferimenti.

Rifinanziamento ‘biennale’ per le missioni di pace che avranno 850 milioni nel 2015 e nel 2016

50 milioni per curare chi ha la ‘febbre’ del gioco. 250 milioni al fondo per la non autosufficienza, compresi i malati di Sla

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