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La mappa degli sbocchi più sicuri del made in Italy

Fonte: Sole24Ore

Avanti, avanti, sì, ma con gli occhi bene aperti. Perchè la crescita è robusta, l’inflazione sotto controllo, le politiche monetarie accomodanti, i mercati poco “volatili” e il prezzo delle commodity in risalita.
E il rischio? Che sia di credito o politico c’è, ma non si vede. E per questo, quando arriva, può fare ancor più male.
Ma c’è anche una buona notizia per l’Italia: una quota significativa dei nostri principali partners è “più sicura” per le nostre esportazioni. Ovvero, i Paesi che hanno diminuito i propri fattori di rischio rappresentano circa 70 miliardi di euro di export italiano, pari a quasi il 20% del totale. Considerando che tra questi ci sono partners importanti per le nostre vendite, come Germania, Egitto, Indonesia, Argentina, Russia e Kuwait, si può affermare che circa tre quarti dell’export italiano si rivolge verso Paesi “stabili”.
Diversamente dall’anno scorso, la nuova “Mappa dei Rischi 2018”, elaborata da Sace – che con Simest costituisce il Polo per l’internazionalizzazione del gruppo Cassa Depositi e Prestiti –, non fotografa un rischio evidente, con un volto, un nome e un cognome…

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