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La Corte Costituzionale si esprime sul riordino funzioni degli Enti locali

Riordino funzioni degli Enti locali

Attraverso la sentenza 9 maggio 2018, n. 110 la Corte Costituzionale si è pronunciata in merito ad un provvedimento legislativo emesso dalla Regione Toscana (legge 3 marzo 2015, n. 22) in merito al “Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni). Modifiche alle leggi regionali 32/2002, 67/2003, 41/2005, 68/2011, 65/2014”.
La Consulta ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale degli artt. 10, comma 3, e 11-bis, comma 5, della legge della Regione Toscana 3 marzo 2015, n. 22, recante «Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle province, sulle Unioni e fusioni di Comuni).
La legge regionale Toscana n. 22/2015, poi modificata dalla legge regionale n. 9/2016, interviene a valle del trasferimento delle funzioni non fondamentali delle Province allo Stato o alle Regioni “secondo le rispettive competenze” e trasferisce alla stessa Regione, con decorrenza dal 1° gennaio 2016, tra le altre funzioni non fondamentali, quelle, già spettanti alle Province, nelle materie della gestione dei rifiuti e della difesa del suolo e del demanio idrico, alle quali si riferiscono i provvedimenti adottati dalla Provincia di Pisa, oggetto di impugnazione.

>> CONSULTA IL TESTO DELLA PRONUNCIA DELLA CONSULTA.

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