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La Banca del Sud apre i battenti: al via 250 sportelli

Fonte: Il Sole 24 Ore

Partiranno dal Sud i provvedimenti che il governo dovrà attuare per onorare gli impegni presi a Bruxelles. Il programma – che interviene essenzialmente su due aree tematiche – prevede un Piano Sud che punta ad accelerare gli investimenti in infrastrutture e una serie di misure per favorire il credito alle Pmi delle otto regioni svantaggiate. Strumento centrale di queste misure la Banca del Mezzogiorno. La partenza è fissata per il primo di gennaio. Dall’inizio del prossimo anno, infatti, dovrebbero iniziare ad operare i 250 sportelli già autorizzati dalla Banca d’Italia. Il potenziale è ben più alto. La banca – nata dalla cessione a Poste italiane del 100% di MedioCredito centrale – infatti, potrebbe contare sulla capillare distribuzione degli uffici postali che, solo al Sud, contano più di 4.400 sportelli. Una copertura che punta a colmare uno dei tanti aspetti che dividono in due il Paese: se al Nord, ogni mille abitanti il numero di sportelli disponibili è 0,6, nel Mezzogiorno il dato si dimezza e crolla a 0,3. La minor propensione all’erogazione creditizia del mezzogiorno non è però legata solo a un problema di copertura del territorio. Le maggiori difficoltà nel fare impresa – tra il rischio di infiltrazioni malavitose e dinamiche economiche meno favorevoli – si traducono in una stretta del credito e in maggiori costi dei finanziamenti. I numeri forniti dal ministero dell’Economia sono emblematici e raccontano un Mezzogiorno significatamente sottopenetrato rispetto al Centro-Nord, in termini di credito industriale rispetto al valore di attività delle imprese: il rapporto tra volume di credito e valore aggiunto delle imprese al nord, infatti, è del 55 per cento, al Sud del 33 per cento, corrispondenti ad un gap – nell’ipotesi di allineamento del rapporto – di circa 20/25 miliardi di euro. In assoluto, il valore del mercato del credito delle imprese delle regioni disagiate è pari a circa 146 miliardi di euro, costituiti da 61 miliardi di credito industriale e 85 miliardi altre forme di credito. L’obiettivo della Banca del Mezzogiorno è essenzialmente colmare le differenze del Paese, facilitando l’accesso al credito industriale ed agrario, assumendo un ruolo di Banca di Garanzia e gestendo gli strumenti agevolativi nazionali e comunitari. «Non possiamo dire – spiega Bruno Scuotto, presidente Piccola industria Campania –, che la crisi abbia modificato la situazione del credito al Sud. Certo, c’è stata maggiore attenzione da parte delle banche ma non abbiamo trovato le porte chiuse. Le difficoltà per le Pmi del Mezzogiorno sono strutturali e una banca del territorio potrebbe rappresentare una buona opportunità per superare le problematiche locali». L’impegno in tema di credito si concretizzerà anche nell’apertura di un tavolo comune, cui parteciperanno, oltre all’Economia – il ministero per lo Sviluppo economico e quello degli Interni. L’obiettivo – fanno sapere da via XX Settembre – è costituire una cabina di regia per il credito che programmi azioni concrete raccordando le diverse realtà territoriali, coinvolgendo le parti sociali, le associazioni di categoria, le imprese e le banche. All’iniziativa si affiancherà l’organizzazione di diversi Credit day nelle principali realtà del Mezzogiorno.

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