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In arrivo pagella Ue su squilibri Italia, debito nel mirino

Arriva mercoledì la nuova pagella della Commissione Ue sugli squilibri macroeconomici dell’Italia, a cui stavolta dedica un’analisi più approfondita delle altre perché così aveva ritenuto necessario a novembre scorso, data dell’ultima fotografia sugli squilibri dei Paesi. E a giudicare dagli ultimi indicatori su disoccupazione, debito e povertà che aumentano e crescita rivista al ribasso, tutto lascia pensare che le debolezze individuate a novembre resteranno sostanzialmente invariate. L’appello al Governo a rafforzare la competitività e ridurre il debito sarà quindi rinnovato.

A novembre Bruxelles era preoccupata per il debito troppo elevato, povertà e disoccupazione in aumentano, export basso e competitività quasi ai minimi. E dal momento che si trattava degli stessi squilibri che aveva già individuato ad aprile 2013, colpita dalla persistenza di tali problemi la Commissione raccomandò un’analisi più approfondita per evitare che la situazione precipiti e rimetta a rischio la tenuta delle finanze pubbliche.

L’Italia era già stata esaminata una volta nel 2012, per le stesse ragioni, e ad aprile 2013 Bruxelles aveva chiesto al governo un’azione incisiva per rimediare. Ma l’azione non è stata efficace, visto che a novembre la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, continuava a salire, povertà ed esclusione sociale erano aumentate “in modo significativo”, e gli export erano “molto lontani dai livelli delle economie avanzate” tanto da far perdere parte consistente di quote di mercato.

Le ultime stime economiche pubblicate la scorsa settimana non lasciano sperare in un giudizio positivo mercoledì: il debito continua a salire, la crescita, rivista al ribasso, resta modesta e la disoccupazione cresce ancora. E gli appelli della Commissione all’Italia perché aumenti la competitività sono da tempo costanti. Bruxelles chiederà quindi al Governo di affrontare gli squilibri con azioni concrete, da inserire nel piano nazionale di riforma che deve essere presentato ogni anno a fine aprile. La Commissione poi valuterà gli impegni nelle raccomandazioni che quest’anno saranno pubblicate dopo le elezioni europee, i primi di giugno.

(Fonte: Ansa)

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