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Imu e Tasi sopra mille euro, pagamento con F24 online

Fonte: Il Sole 24 Ore

Se per pagare l’Imu o la Tasi, in scadenza martedì prossimo, si sceglierà lo sportello bancario o postale per utilizzare l’F24 o il bollettino cartacei, si dovrà prestare attenzione che solo con gli F24 precompilati, inviati dai Comuni, o con i bollettini postali si potrà utilizzare il denaro contante per pagare importi anche superiori a mille euro. Questi pagamenti sono possibili perché non si applica la normativa antiriciclaggio dell’articolo 49, comma 15, Dlgs 231/2007, «ai trasferimenti in cui siano parte banche o Poste Italiane Spa».
Sia per l’Imu che per la Tasi, la scadenza di pagamento della prima rata per il 2015 è il 16 giugno 2015 e il versamento, per qualsiasi Comune, può essere effettuato utilizzando indifferentemente il modello F24 (ordinario, semplificato o precompilato) ovvero il bollettino postale. Attenzione che l’Imu degli “enti non commerciali” (non la Tasi), però, può essere pagata, solo con il modello F24 (non con il bollettino).

Sia per il bollettino che per l’F24 è ammessa la modalità telematica, per pagare qualsiasi importo, anche superiore a mille euro (per i bollettini si usa il servizio telematico gestito da Poste Italiane).

Se si sceglie la modalità su carta allo sportello, invece, si deve prestare attenzione che solo i bollettini postali (o i modelli F24 precompilati, inviati dal Comune) possono essere utilizzati per pagare in contanti più di mille euro. L’F24 cartaceo (ordinario o semplificato), senza alcuna compensazione, invece, potrà essere utilizzato per pagare, anche con contanti, solo importi pari o inferiori a mille euro.

Se si vuole compensare il debito Imu e/o Tasi con crediti erariali o contributivi, infine, deve essere utilizzato il modello F24 telematico (se a zero, solo con servizi telematici delle Entrate, cioè F24 web, F24 online e F24 cumulativo).

F24 precompilati 
Per pagare importi di Imu e Tasi superiori a mille euro, anche in contanti, è possibile utilizzare i cosiddetti F24 precompilati. Infatti, i contribuenti che utilizzano deleghe di pagamento precompilate, inviate dagli enti impositori (ad esempio, agenzia delle Entrate, Comuni eccetera), con saldo finale superiore a mille euro, «possono presentare detti modelli in formato cartaceo presso gli sportelli degli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia, a condizione che non siano indicati crediti in compensazione» (circolare 19 settembre 2014, n. 27/E).
Per ridurre il saldo a debito dell’F24 sotto i 1.001 euro e per continuare a pagare allo sportello (se non vi sono compensazioni), quindi, anche in contanti, nulla vieta di dividere, per la stessa scadenza, l’F24 da pagare in più modelli con saldo finale pari o inferiore a mille euro. Lo spezzettamento del modello F24 può avvenire, sia agendo su più codici tributo, sia dividendo l’importo di un unico codice tributo su più modelli.

Il modello semplificato 
Il modello F24 semplificato è stato «ideato per agevolare i contribuenti che devono pagare e compensare le imposte erariali, regionali e degli enti locali», comprese l’Imu, la Tasi e la Tari, presso gli sportelli degli agenti della riscossione, delle banche convenzionate e degli uffici postali (provvedimento del 19 giugno 2013). Il modello è composto da una sola facciata che contiene due “sezioni” di pagamento: la parte superiore è la copia per chi effettua il versamento, mentre quella inferiore è la copia per la banca, l’ufficio postale o l’agente della riscossione.

Il bollettino 
Se per pagare l’Imu o la Tasi, si sceglie il bollettino postale, il versamento va effettuato distintamente per ogni Comune di ubicazione degli immobili, perché nel bollettino c’è un solo campo relativo al codice catastale del Comune. Con l’F24, invece, si può utilizzare un unico modello per pagare le imposte relative ad immobili situati in più Comuni.

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