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Imu della Chiesa, nessun ritardo

Tutti gli adempimenti fiscali per gli immobili previsti per il 2013, segnatamente il primo versamento Imu fissato al 16 giugno, non subiranno alcun ritardo. Lo rende noto il Ministro dell’economia e delle finanze che ha trasmesso oggi al Consiglio di Stato, per il parere, lo schema di regolamento di attuazione dell’articolo 91-bis, comma 3, del decreto-legge n. 1 del 2012, convertito in legge n. 27 del 2012, relativo all’imposta sugli enti non commerciali (tra cui anche la Chiesa, per la parte di attività commerciale svolta). È stata inoltre inviata ai servizi della Commissione europea la risposta puntuale alla richiesta di informazioni relativa al caso C26/2010. È quanto si legge in una nota. Il Ministero ricorda che è già in vigore, “senza necessità di ulteriori provvedimenti attuativi, il primo comma dell’articolo 91-bis, che precisa che sono esenti soltanto gli immobili utilizzati dagli enti non commerciali ‘destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali’ delle attività istituzionali”.
Il regolamento previsto dal comma 3 dell’articolo 9-bis si riferisce invece “al caso delle unità immobiliari che hanno un’utilizzazione mista e per le quali non sia possibile procedere al distinto accatastamento della frazione di unità immobiliare nella quale si svolge l’attività di natura non commerciale. Il comma prevede che a partire dal 1° gennaio 2013 questi stessi immobili – conclude la nota – siano tassati in proporzione all’utilizzazione commerciale quale risulta da apposita dichiarazione”. “Dopo le forti sollecitazioni ricevute anche da parte dell’Idv sull’estensione dell’Imu agli immobili commerciali della Chiesa, Monti aveva detto di voler introdurre questa norma di equità ed evitare una procedura di infrazione da parte dell’Ue. Il Ministero dell’economia però non si decide a passare dalle parole ai fatti, e così la Chiesa continuerà a non pagare l’Imu: insomma, il governo perde il pelo ma non il vizio”, aveva affermato in mattinata il capogruppo Idv al Senato, Felice Belisario. “I tecnici – aggiungeva – hanno sfornato un decreto dietro l’altro grazie alle decine di fiducie estorte alla strana maggioranza, ma il Paese non riceve neppure l’ombra di un beneficio. Infatti restano ancora da approvare centinaia di provvedimenti attuativi, ormai il tempo sta per scadere e così quei pochi impegni assunti dal Governo rischiano di restare lettera morta. È proprio caso dell’estensione dell’Imu, ennesimo bluff del cosiddetto cresci-Italia: il pagamento per gli immobili commerciali della Chiesa rischia di saltare se, entro gennaio 2013, non sarà approvato il provvedimento attuativo”. “Intanto milioni di cittadini si preparano già a pagare la seconda e la terza rata dell’imposta sulla casa. Quello di Monti si conferma il Governo dei poteri forti, l’Italia dei Valori continuerà a chiedere che i sacrifici non li facciano solo i più deboli e che siano varate misure di giustizia sociale. Aspettiamo sempre che il Pd batta un colpo”.
Nel frattempo sono stati diffusi ieri i dati sulle entrate fiscali, che sono in crescita nei primi sette mesi dell’anno, spinte proprio dall’andamento positivo dell’Imu. A gennaio-luglio – comunica il Dipartimento delle finanze del ministero dell’economia – le entrate tributarie erariali si sono attestate a 232,002 miliardi, in aumento del 4,7% (+10,359 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Al netto dell’imposta sostitutiva una tantum sul leasing immobiliare di aprile 2011 – per un confronto omogeneo – le entrate mostrano una crescita del 5,3%. Nel complesso, sottolinea il Tesoro, “pur in presenza di una congiuntura fortemente negativa, la dinamica delle entrate tributarie mostra una tendenza alla crescita a ritmi superiori rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso per effetto delle misure correttive varate a partire dalla seconda metà del 2011”. In particolare, “alla variazione delle entrate che affluiscono al bilancio dello Stato hanno contribuito il gettito di spettanza erariale della prima rata di acconto dell’Imu (pari a 3,977 miliardi) che è risultato in linea con le previsioni, l’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale, l’imposta di bollo e l’imposta di fabbricazione sugli oli minerali”.

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