Immigrazione, cambiano le regole. Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri un decreto-legge sull’espulsione immediata dei clandestini con cui si prolunga il tempo di trattenimento nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) da sei a 18 mesi, attraverso una procedura di garanzia che passa dal giudice di pace. Lo ha detto il Ministro dell’interno, Roberto Maroni, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Un tempo necessario, ha spiegato, per rendere possibile “l’identificazione e la procedura di espulsione”. Il decreto approvato dal consiglio dei ministri dà “attuazione a due direttive europee”. Si trattava di un problema di “interpretazione e noi – nel pieno rispetto della direttiva – abbiamo fornito questa interpretazione”, ha aggiunto. Un decreto, ha spiegato Maroni, che consente “di ripristinare l’espulsione coattiva immediata dei clandestini per quelli pericolosi per ordine pubblico e la sicurezza, per quelli già espulsi o che violano misure di garanzie previste dal questore”. Disco verde anche a un decreto con misure ad hoc per Lampedusa. Con la sospensione dei pagamenti di tributi, contributi, mutui e leasing fino alla fine dell’anno, piano di rilancio da 26 milioni di euro, e la richiesta ufficiale all’Europa di poter istituire nell’isola una zona franca come quelle di Campione d’Italia e Livigno. “Tutto quanto possibile per sostenere l’economia di Lampedusa sarà fatto”, ha affermato Silvio Berlusconi in conferenza stampa. Sottolinea invece il Ministro della giustizia e segretario del Pdl Angelino Alfano: “Il governo si era impegnato a non lasciare sola Lampedusa, e oggi c’è la prova che tutto è stato fatto, con gratitudine per l’umanità e l’accoglienza mostrate dai lampedusani. Avevamo detto di voler fare delle cose, e le abbiamo fatto tutte: un segno di riguardo e rispetto verso un popolo che lo merita”. Anche il Ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo rimarca: “Abbiamo dato seguito all’impegno assunto quando Berlusconi si è recato a Lampedusa: una piano di interventi per rilanciare l’economia e il turismo dell’isola”. Sono interventi “pari a 26 milioni, prevalentemente ambientali, per l’acqua, l’energia e il territorio: verde pubblico, colore e riqualificazione urbana ad ampio raggio”, che sarà attuato “già dalla prossima settimana”. Oltre a questo, spiega ancora Prestigiacomo, “sono sospesi i tributi, contributi, mutui e leasing fino a fine anno”. Un provvedimento generalmente “riservato alle calamità naturali”, ma Lampedusa “sta patendo un calo significativo delle prenotazioni”. Infine, è stata “discussa con il Consiglio e il Ministro Tremonti la possibilità di realizzare una zona franca a Lampedusa, tipo Campione d’Italia e Livigno. Ora la Ue non lo consente, ma potrebbe essere davvero l’opportunità per il rilancio dell’isola, e sarà Berlusconi – spiega Prestigiacomo – a portare la richiesta in Europa. A questo proposito il premier ricorda un precedente storico: “Mi piace dare notizia di un precedente importante, già nel 1855 il re di Napoli aveva dato a Lampedusa la possibilità di essere zona franca. Essendo l’estremo punto europeo verso l’Africa, possiamo avere buone possibilità, di ottenerla dalla Ue, il tutto supportato dal fatto che già un secolo e mezzo fa si era convenuto che era cosa giusta”. Intanto l’Italia firmerà oggi un accordo di cooperazione in materia di contrasto all’immigrazione clandestina con il Consiglio nazionale transitorio (Cnt) di Bengasi, considerato “l’unico rappresentante legittimo del popolo libico”. Lo ha riferito il Ministro degli esteri Franco Frattini. L’intesa, ha spiegato il Ministro, avrà l’obiettivo di “prevenire e contrastare i flussi di immigrati irregolari, inclusa la problematica dei rimpatri e, a differenza di quanto si faceva con il regime di Gheddafi, l’Unhcr, cioè l’agenzia dell’Onu per i Rifugiati sarà pienamente coinvolta”. I vertici del Cnt, ha assicurato Frattini, “si impegnano da subito al rimpatrio di immigrati clandestini e dimostrano con questo la serietà dell’impegno di mantenere per la Libia la collaborazione con l’Italia”.
Immigrazione, cambiano le regole
Espulsione immediata dei clandestini e tempo di trattenimento nei Cie portato da sei a 18 mesi. Lo prevede un decreto-legge approvato ieri dal Governo. Misure speciali per Lampedusa
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