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Immigrati, arriva la sanatoria

Fonte: Il Sole 24 Ore

Si riapre la porta della regolarizzazione per gli stranieri già presenti sul territorio italiano. A prevederlo è la disposizione transitoria inserita nel decreto legislativo sulle sanzioni per chi assume immigrati irregolari approvato il 6 luglio dal Consiglio dei ministri (si veda Il Sole 24 Ore del 7 luglio).
La sanatoria scatterà in autunno: dal 15 settembre – data confermata dal ministero del Lavoro – partirà il mese di regolarizzazioni.
La norma prevede, infatti, una finestra di 30 giorni nei quali i datori di lavoro potranno “ravvedersi”, regolarizzando la posizione dello straniero occupato irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi. Non ci sarà alcun clic day perché non c’è un tetto numerico massimo di ammessi.
Prove certe
Per poter accedere alla sanatoria gli extracomunitari dovranno provare la presenza nel territorio nazionale «in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011». Il decreto specifica che «la presenza sul territorio nazionale dal 31 dicembre 2011 deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici». Significa, in pratica, che sarà necessario presentare una “prova amministrativa”: per esempio un visto per motivi turistici, un permesso di soggiorno non rinnovato o un certificato medico rilasciato dal pronto soccorso.
La procedura
Tre le fasi della sanatoria: a partire dal ventesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto di natura non regolamentare del ministro dell’Interno di concerto con i ministri del Lavoro, della Cooperazione internazionale e l’integrazione e dell’Economia (che a sua volta sarà adottato entro venti giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo), sarà possibile “prenotare” la regolarizzazione pagando il contributo fortettario di mille euro all’Inps. Dal 15 settembre, poi, scatterà la fase due, che prevede un mese di tempo per presentare la domanda telematica corredata delle prove certe sulla presenza del lavoratore dal 31 dicembre 2011.
Dopodichè datore e lavoratore verranno convocati allo Sportello unico per l’immigrazione per la firma del contratto e la regolarizzazione di tasse e contributi.
Il decreto, diffuso dal sito Stranieriinitalia.it, specifica che «è fatto salvo l’obbligo di regolarizzazione delle somme dovute per l’intero periodo in caso di rapporti di lavoro di durata superiore a sei mesi».
Fonti del ministero del Lavoro annunciano che sarà una regolarizzazione con «paletti forti: tanti la faranno, pochi la otterranno». E a chi non la otterrà non saranno restituiti i mille euro versati come contributo forfettario.
La platea
A conti fatti il ravvedimento dei datori potrebbe valere, sulla carta, 5 miliardi di euro: secondo le stime, infatti, gli stranieri irregolarmente presenti in Italia sono circa 500mila. Non tutti, è ovvio, parteciperanno alla sanatoria per mancanza di requisiti. Ma se anche lo facesse un irregolare su due, significherebbe portare nelle casse dello stato due miliardi e mezzo.

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