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«Il patto di stabilità, così come…

Fonte: Il Tempo

«Il patto di stabilità, così come è adesso, è stato concepito per i tempi della spesa facile quindi, oggi va rivisto profondamente». Parla chiaro il sindaco Gianni Alemanno. Spiega che «con il ministro Passera c’è un dialogo aperto per vedere come affrontare il tema», mentre al tavolo con l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) il sindaco proverà a sciluppare «un ragionamento che sia proattivo allo sviluppo».
La proposta del primo cittadino è «appoggiare un emendamento parlamentare che permetta agli enti locali e allo Stato di scambiare i pagamenti da fare alle imprese con l’abbuono di tasse e imposte». Ciò per aiutare le imprese, soprattutto quelle che devono essere ancora pagate dalle amministrazioni. Attraverso questo metodo «possono pagare meno tasse e imposte come contraccambio dei pagamenti che non hanno ancora ottenuto». Sul tema ci sarà un’assemblea alla Camera di Commercio di Roma «il 13 febbraio – ha annunciato Alemanno – e noi saremo presenti per appoggiare questa proposta».
Inoltre, sempre nell’ottica di favorire le imprese in un momento di crisi «abbiamo chiesto alla Camera di Commercio di istituire un fondo di garanzia che ci permetta di anticipare i pagamenti alle imprese aiutandole in questo momento di stretta creditizia».
E nel corso dell’assemblea delle cooperative 2012, il presidente di Confcooperative ha salutato con favore la proposta del sindaco della Capitale. Carlo Mitra ha rivolto un pensiero specifico a Roma Capitale e in particolare alla riforma che ne fissa il nuovo ruolo perché «passano i lustri e si continua a discutere sul nulla, a giocare a immaginare diversi modelli di area vasta e vestiti istituzionali mentre le dinamiche demografiche e sociali hanno già tracciato in modo disordinato la loro “area vasta di fatto”». Il numero uno di Confcooperatove ha inoltre parlato con sdegno dell’operazione Cortina, poche settimane fa, a causa dei «distinguo» che sono stati fatti durante i controlli della finanza.

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