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Il governo rilancia la carta della tracciabilità

Fonte: Il Sole 24 Ore

Da un lato, un aiuto alle imprese che si mettono “sotto l’ala” del fisco. Dall’altro, più controlli mirati e tracciabilità. Questo è il sistema che sembrano delineare gli articoli 7 e 10 del disegno di legge delega fiscale.
L’articolo 7 parla di rischio fiscale e tutoraggio, prevedendo in sostanza che il Governo possa introdurre forme più estese di “collaborazione” tra imprese e fisco rispetto a quelle già in essere.
Sul fronte del rischio fiscale, si prevede che «i soggetti di maggiori dimensioni» possano istituire «sistemi aziendali strutturati» per la sua gestione e controllo, «con una chiara attribuzione di responsabilità nel quadro del complessivo sistema dei controlli interni». Per incentivare questi sistemi, il Governo potrà prevedere che chi li renderà operativi sia soggetto a minori adempimenti e sanzioni più leggere.
Sul fronte del tutoraggio, invece, la delega contiene la possibilità di ampliare quello esistente (introdotto dall’articolo 10 del decreto salva Italia e destinato ad avere effetto dal 2013), che riguarda chi si affida all’agenzia delle Entrate per gli adempimenti fiscali (compresi la predisposizione delle dichiarazioni e il calcolo dell’imposta). In pratica, il contribuente consegna la documentazione necessaria per espletarli e ottenendo in cambio non solo l’assistenza ma anche agevolazioni su obblighi (emissione degli scontrini), termini di prescrizione e difesa da eventuali contestazioni basate su elementi presuntivi. Di tutto ciò viene ora previsto l’ampliamento, per «garantire una migliore assistenza ai contribuenti, in particolare quelli di minore dimensione». Ne dovrebbe scaturire un contesto di maggiori certezze per il contribuente virtuoso che si affida all’Agenzia. Il quadro è completato dalla delega al Governo a introdurre disposizioni sugli interpelli, che rendano più rapide e omogenee le risposte da parte dell’amministrazione finanziaria.
L’articolo 10 del disegno di legge delega si occupa invece di controlli, prevedendo innanzitutto un rafforzamento di quelli mirati. Ciò dovrà essere ottenuto utilizzando «in modo appropriato e completo» le banche dati. Ciò implica che l’amministrazione lavori in sinergia con altre autorità pubbliche, che sono titolari di questi archivi. Gli altri pilastri su cui dovranno fondarsi questi nuovi controlli sono una maggior diffusione della fatturazione elettronica e la previsione espressa di metodi di pagamento «sottoposti a tracciabilità».
Ma, in parallelo con queste verifiche più penetranti, viene previsto che la normale attività del contribuente venga ostacolata il meno possibile, «garantendo in ogni caso il rispetto del principio di proporzionalità». L’attività conoscitiva e di controllo dovrà restare assolutamente riservata «fino alla completa definizione dell’accertamento».
Inoltre, si prevede che già in fase d’indagine venga rafforzato il contraddittorio. Peraltro, i successivi atti di accertamento e liquidazione non dovrebbero più poter essere emanati nel caso in cui questo contraddittorio non si sia ancora esaurito.

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