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Il Carroccio accelera: ministeri decentrati

Fonte: Il Sole 24 Ore

ROMA – In via Bellerio dicono che la ragione dello slittamento dal 12 al 19 giugno dell’appuntamento di Pontida sia dovuto alla presentazione di una proposta di legge popolare sul decentramento dei ministeri. In realtà non è così. La proposta esiste ma il rinvio del rito sacro padano è dovuto più a un gesto di rispetto istituzionale verso il Capo dello Stato. La ragione? La data del 12 coincideva “brutalmente” con quella dei tre referendum sul nucleare, l’acqua e il legittimo impedimento. Aver fissato l’evento clou del Carroccio proprio quel giorno è apparso come un gesto di voluta indifferenza, di smaccata presa di distanza verso quella scadenza referendaria a cui il Quirinale ha prestato attenzione. E, dunque il Senatur ha deciso che serviva un gesto di bon ton istituzionale per consolidare quei rapporti con il Colle a cui i padani tengono molto. «Umberto Bossi lancerà un’iniziativa epocale, che richiede, però, un passaggio preliminare in Corte di Cassazione. È questa la ragione dello spostamento di Pontida», spiegava ieri Roberto Calderoli alludendo al disegno di “trasloco” dei ministeri. Ma la ragione vera invece è l’attenzione verso il Colle con cui anche ieri c’è stata occasione per uno scambio a distanza. Al presidente della Repubblica che ieri ha parlato di federalismo – non solo fiscale ma anche istituzionale – ha dato subito ragione Umberto Bossi mentre il ministro Calderoli lo ha voluto ringraziare pubblicamente. «Le sue parole sono musica per noi. È stato l’unico che si è ricordato che domani (oggi, ndr) andrà in Gazzetta ufficiale il federalismo regionale e provinciale. Ora, come ha detto anche il capo dello Stato, ci vuole il Senato federale». La grande sintonia sulle riforme viene, dunque, contraccambiata da un rispetto estremo che arriverebbe fino allo spostamento di una data-evento per le camicie verdi. Il 19 giugno, comunque, al nuovo appuntamento di Pontida verrà presentata quella proposta di legge popolare che già fu annunciata, nello stesso luogo, lo scorso anno. E cioè la Lega raccoglierà firme per proporre il decentramento territoriale dei ministeri: tre andranno al Nord (Milano, Torino, Venezia) e tre al Sud (Napoli, Palermo, Bari) mentre si prevede il trasloco di ministeri (come i Beni culturali?) a Firenze. Prenderebbe così corpo quel «progetto di capitale reticolare» a cui il Carroccio sta lavorando da un po’. E adesso sembra il momento giusto. Con il federalismo sui binari giusti, con il “viatico” del Capo dello Stato sul tema delle riforme istituzionali, il Senatur prende quel passo più veloce per portare al traguardo i progetti leghisti. Non solo federalismo fiscale ma federalismo istituzionale e riassetto delle competenze del Governo e dello stato sul territorio.

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