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Ieri il convegno “Carta delle Autonomie: per un percorso condiviso”

Si è svolto ieri, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il convegno “Carta delle Autonomie: per un percorso condiviso” organizzato dall’Anci e dall’Associazione parlamentare Amici dei Comuni. I lavori si sono aperti con il saluto del Presidente del Senato Renato Schifani, sono stati introdotti dal presidente facenti funzioni dell’Anci Osvaldo Napoli e dal segretario generale Angelo Rughetti e sono stati seguiti anche dal Ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli.
All’evento hanno preso parte esponenti del mondo politico e delle autonomie locali tra i quali i relatori del disegno di legge Enzo Bianco e Andrea Pastore, il presidente della Commissione affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini, parlamentari di tutti gli schieramenti politici e i sindaci Boccali, Borghi, Cosimi, Emiliano, Manca, Santarsiero, Variati. Hanno fornito il proprio contributo ai lavori, inoltre, il prof. Franco Pizzetti e i vicepresidenti dell’Anci Ancisi, Borghi, Delrio e Guerra.
Nella sua relazione introduttiva, il Presidente Napoli ha evidenziato la necessità di un nuovo e più avanzato bilanciamento dei poteri per dare attuazione al principio costituzionale che sancisce l’equiordinazione dei diversi livelli di governo. Ha inoltre sottolineato che rinnovare il sistema dei comuni significa tessere una trama più solida per il futuro, mentre indebolire i comuni significa rendere precaria la democrazia e allontanare i cittadini dalle istituzioni.
Tutti i relatori, infine, hanno formulato, in maniera unanime, l’auspicio che il nuovo assetto istituzionale che si sta delineando arrivi finalmente a compimento, nell’ottica di una adeguata valorizzazione del ruolo e delle funzioni esercitate dalle autonomie territoriali. In particolare, è emersa la volontà di dare accelerazione all’iter legislativo del provvedimento, con l’impegno da parte del capogruppo dei senatori Pdl Maurizio Gasparri di approvare la Carta delle autonomie prima della pausa estiva.

I COMMENTI

I comuni sono pronti a dare il via libera al nuovo disegno di legge a patto però che siano garantite alcune misure fondamentali, il sistema di fiducia e l’autonomia organizzativa.
Il vicepresidente Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, prendendo la parola a conclusione del convegno sulla Carta delle atonomie ribadisce che solo così la riforma diventa “un elemento di ordinamento vero”. Ma aggiunge: “è necessario concludere l’ordinamento in tempi brevi, conoscere quali sono le nostre responsabilità e definire le funzioni dei comuni”. Ma il punto nodale è anche un altro: “nel disegno di legge vorremmo anche che sia chiara la definizione del ruolo delle province e delle regioni in modo da assegnare a tutti gli attori un ruolo di coordinamento, non di sovrapposizione”.

“Veniamo da troppi anni in cui le incertezze sono diventate strutturali. Per questo adesso c’è bisogno di certezze”. Lo ha affermato il sindaco di Imola e presidente di Anci Emilia-romagna, Daniele Manca, nel corso del convegno.
Per Manca “la definizione delle funzioni può dare certezze, ma solo se incardiniamo questa discussione nell’articolazione complessiva della riforma dello Stato in senso federale. Manca un pezzo fondamentale – avverte il sindaco – ovvero come si riorganizza lo Stato dopo che si sono riorganizzati gli enti locali”.
Per questo l’esponente dell’Anci sostiene che “non possiamo più perdere tempo in conflitti, né continuare a ledere i principi di leale collaborazione”.

“Scrivere la Carta delle autonomie significa riscrivere un pezzo della democrazia del nostro Paese”. Ne è convinto il vicepresidente Anci Enrico Borghi.
Nel suo intervento Borghi ha rivolto al Senato un appello, di “cogliere la piena disponibilità del sistema delle autonomie locali a guidare questo processo di cambiamento. “Abbiamo dato dimostrazioni sul campo di voler vincere questa scommessa – ha ribadito Borghi -. Il messaggio che deve passare è che il Comune è il primo attore per lo sviluppo del territorio, e questo – ha detto – è un tema ineludibile. Solo così i comuni saranno messi nelle condizioni di poter dare le adeguate risposte alle necessità e ai bisogni delle proprie comunità”.

“Sì ad una maggiore semplificazione e risposte certe per gli investimenti nei nostri territori: sono le misure necessarie per dare le giuste risposte alle esigenze dei cittadini, delle famiglie e delle imprese”.
Parole chiare quelle del sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali nel suo intervento al convegno sulla Carta delle autonomie, una riforma che il primo cittadino definisce “una necessità democratica”. Il primo cittadino ha quindi posto l’accento sull’esigenza di stabilire funzioni fra i diversi livelli istituzionali, “solo in questo modo – ha detto – si potrà procedere prima verso un federalismo politico-istituzionale, un federalismo che unisce e non divide, per poi passare al federalismo fiscale”.

“Non arriveremo al 2014 se non ci sarà chiarezza sui percorsi economici, sui servizi e sulle responsabilità”. Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno e coordinatore delle Anci regionali, mette in guardia sul percorso delle riforme istituzionali intervenendo al convegno.
Cosimi ricorda che “siamo partiti dalla fine, discutendo del federalismo fiscale primadi affrontare il nodo delle funzioni da assegnare ai diversi livelli di governo, e l’Anci in ogni caso è stata sempre pronta a impostare un percorso condiviso”.
Adesso, però, “c’è un assoluto bisogno di fare chiarezza. Con la Carta delle autonomie abbiamo innanzitutto il compito di dare nuovamente concretezza al rapporto tra le istituzioni e i cittadini, altrimenti rischiamo un distacco sempre maggiore con i nostri elettori”.

“5.800 comuni con meno di 5mila abitanti: sono i numeri dei piccoli comuni italiani, una realtà che deve continuare a rappresentare una risorsa per il Paese”.
Parole di Mauro Guerra, viceresidente Anci e coordinatore dei piccoli comuni che nel convegno sulla Carta delle autonomie ha parlato di questa realtà non come un “problema da risolvere”. Secondo Guerra non si tratta di “una questione numerica”, in Francia sono 36mila, in Spagna 5mila, in Svizzera i piccoli comuni sono circa 2500. “Il problema – ha detto – è un altro, bisogna capire se sono organizzati in modo da garantire adeguatezza nei servizi e nell’esercizio delle funzioni che a loro sono affidate”. Guerra ha dunque ribadito l’importanza e la necessità della gestione associata “in modo da mettere i piccoli comuni nelle condizioni di gestire servizi che altrimenti da soli non sarebbero in grado di garantire ai loro cittadini. Quella della gestione associata e delle unioni di comuni – ha ribadito Guerra – è una questione che però va affrontata con un quadro normativo coerente, altrimenti – ha detto – il rischio che si corre è di uno scenario di incertezza ben lontano da quel giusto clima in cui i sindaci auspicano di governare”.

La Carta delle autonomie è l’elemento primario per l’attuazione del federalismo”. Parole del sindaco di Potenza Vito Santarsiero al convegno. Il primo cittadino ha però denunciato che “in Italia si è fatta passare l’idea che il federalismo è ormai cosa fatta, mentre i comuni – ha detto – stanno vivendo il periodo più buio dal secondo dopoguerra. La verità – ha aggiunto – è che il sistema si è mosso in un quadro di riduzione della spesa, mentre si è puntato il dito sui Comuni considerati non come un soggetto interlocutore paritario, ma come  elemento di contrapposizione degli altri livelli istituzionali”. Santarsiero ha dunque auspicato una “rapida approvazione della Carta delle autonomie per tornare a parlare di federalismo, ma di quello vero. La Carta – ha aggiunto – deve garantire l’eliminazione di sovrapposizioni che generano sperpero di risorse, che disorientano i cittadini e abbassano il livello delle responsabilità dei diversi livelli istituzionali. Ci auguriamo – ha concluso Santarsiero – che a luglio si possa tornare a parlare in questa sede di una Carta delle autonomie approvata da cui partire per una ripresa del sistema Paese”.

“Iniziare a guardare più avanti, oltre un processo di riforma ormai maturo. Iniziare a pensare al legame che la Carta delle autonomie dovrà avere con il federalismo fiscale”. È questo l’invito di Franco Pizzetti, presidente del comitato di indirizzo scientifico dell’Anci, nel suo intervento al convegno.
Secondo Pizzetti, allo stesso tempo, “è necessario accelerare il percorso della riforma istituzionale: si tratta di varare strumenti – sostiene – che servono a dare risposta a ben altri problemi”.
Quello del welfare, per esempio: “Solo gli enti territoriali – sostiene Pizzetti – sono in grado di intraprendere politiche di welfare basate su criteri universalistici”.

>> I discorsi integrali di Napoli e Rughetti al Convegno

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