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Green procurement, risparmio energetico in ufficio, mobilità sostenibile

Fonte: Sole 24 Ore

di ALESSANDRO VITIELLO (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

La «transizione al digitale» è senza dubbio l’obiettivo prioritario sul quale si sono concentrati gli sforzi maggiori di chi guida l’azione di riforma della nostra Pubblica Amministrazione. Obiettivo che una volta raggiunto sarà la base sulla quale edificare una Pa in grado di erogare rapidamente servizi di qualità e quindi, in sostanza, di essere davvero vicina e al servizio di cittadini e imprese. Temi come la dematerializzazione dei documenti cartacei, il green procurement (gli «acquisti verdi»), il consumo sostenibile e i risparmi di energia, che per anni hanno dominato il dibattito pubblico più o meno riformista e che ora sembrano offuscati dall’irruento processo di digitalizzazione del mondo avanzato, non sono stati tuttavia dimenticati.

Ne è prova la ricerca «Green PA: pratiche di consumo sostenibile a lavoro», pubblicata ieri da FPA, società del gruppo Digital360, che ha indagato le scelte di consumo di 1.200 dipendenti pubblici alla luce dei principali dati su spesa, consumi e investimenti per risparmio energetico, lotta ai cambiamenti climatici e inquinamento. Ricerca che, per altro, apre la strada al tema centrale dell’ormai prossimo FORUM PA 2019, la trentesima edizione della manifestazione dedicata all’innovazione e alla sostenibilità nella pubblica amministrazione, che si terrà dal 14 al 16 maggio al Roma Convention center La Nuvola. Coscienza ambientale in crescita L’indagine dice che c’è un miglioramento nei comportamenti sostenibili dei dipendenti pubblici nell’utilizzo di apparecchiature elettriche, dell’illuminazione, dell’acqua, dei rifiuti plastici, della climatizzazione degli ambienti, della quantità di carta e inchiostro utilizzata, e nel modo di recarsi al lavoro. Gli effetti di tale miglioramento, tuttavia, si avvertono poco, se gli stessi dipendenti pubblici assegnano un «5-» alle politiche di sostenibilità della propria amministrazuione. Riguardo le azioni individuali, poi, a fronte di comportamenti corretti ormai consolidati come spegnere la luce lasciando l’ufficio o stampare (fronte-retro) il minor numero di documenti possibile, sono troppi quelli che lasciano acceso il Pc di notte oppure il condizionatore nella pausa pranzo. Acquisti verdi, efficienza energetica e mobilità Venedo ai capitoli più importanti sui quali si gioca il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile tracciati dall’Agenda 2030 dell’Onu, la ricerca appena pubblicata dice che l’Italia sta facendo passi avanti. A fronte di una mostruosa bolletta energetica pari a 7,5 miliardi ci sono 634 mlioni di investimenti in corso (234 milioni da Prepac e Conto termico più 400 del Pon Metro) per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico. Che sta rispettando l’obbligo di adeguarsi ai più bassi consumi al ritmo del 3% annuo.

Di contro, abitudini più corrette nell’illuminazione, nella climatizzazione e nell’uso degli apparecchi potrebbero ridurre dal 5 al 15% la spesa. Sta decollando il «green procurement» a tre anni dall’introduzione nel Codice degli appalti. E se Consip dice di aver intermediato 13,5 miliardi di acquisti verdi, il 34,6% dei dipendenti dichiara che nella propria amministrazione è stata avviata una politica acquisti attenta all’ambiente e alla sostenibilità (+5,2 punti), anche se solo nel 23% dei casi è formalizzata. La maggioranza assoluta degli intervistati, inoltre, pensa che gli acquisti verdi darebbero impulso a economia e ccrescita sostenibili. Sulla mobilità, infine, scontiamo ancora un passato molto pesante e molto legato all’automobile. Il 44,1% dei dipendenti pubblici usualmente va al lavoro in automobile (qualche punto in meno del 2017) e tra questi il 39% viaggia da solo, mentre il 5,2% condivide il mezzo di trasporto con colleghi o amici. Diminuisce, inoltre, la percentuale di chi va in
ufficio con i mezzi pubblici (27,6%), ma cresce quella di chi ama pedalare (bicicletta al 9%) o camminare per raggiugere il luogo di lavoro. Nel 54% dei casi, va però detto, chi va in macchina da solo lo fa perché non ha alternative e nel 38,9% per risparmiare tempo.

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