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Fondi UE: privati i primi beneficiari

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Il documento analizza l’utilizzo delle risorse comunitarie sulla base degli Elenchi dei beneficiari dei PO FESR per l’obiettivo competitività regionale e occupazione ed obiettivo convergenza relativi al ciclo di programmazione 2007-2013 delle 19 regioni e delle 2 province autonome di Trento e Bolzano. Le elaborazioni statistiche si sono concentrate su una sistematizzazione delle informazioni ufficiali relative alle tipologie di beneficiari e alle fattispecie di interventi. I soggetti che hanno avuto accesso ai finanziamenti del FESR 2007-2013 sono stati suddivisi in 7 gruppi: regioni; province; comuni; operatori privati (tra cui imprese, consorzi privati, cooperative ecc.); unioni di comuni e comunità montane; altri enti pubblici ed organismi di categoria (agenzie regionali e provinciali, enti parco, ASL, Soprintendenze, enti di rappresentanza) Scuole, Università ed Istituti di ricerca pubblici. Successivamente è stata condotta un’analisi dettagliata per i progetti di cui i comuni sono beneficiari, attraverso l’assegnazione di una delle 7 politiche di intervento identificata sulla base degli stessi progetti. La seconda parte dello studio si focalizza sulle caratteristiche presentate dai 2.398 comuni finanziati dal PO FESR 2007-2013: vengono analizzati il numero di progetti e le relative risorse economiche assegnate, aggregando le informazioni per regione, per taglia demografica, per politica d’intervento e per classe di contributo pubblico assegnato.
A beneficiare, per primi, dei fondi comunitari Po Fesr (Piani operativi per il Fondo Ue per lo sviluppo regionale), pari a oltre 30,5 milioni di euro per il periodo 2007-2013, sono gli operatori privati: è quanto emerge analizzando il Secondo Rapporto sulla dimensione territoriale nel Quadro Strategico Nazionale 2007-2013, redatto da Ifel, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale. Secondo lo studio, gli operatori privati guidano la graduatoria con il 40,6% delle risorse impegnate complessivamente, seguiti a distanza dai Comuni (23,3%), Regioni (18,9%) e, a grande distanza, altri enti e organismi di categoria (10,7%); agli ultimi posti le Province (4%) e Scuole, Università e Istituti di ricerca pubblici (1,9%). Ancora più marcato il predominio degli operatori privati nelle regioni dell’Obiettivo Competitività e occupazione (che sostituisce i precedenti Obiettivo 1 e 2), che si assestano, sempre nel periodo 2007-2013, al 57,5% delle risorse impegnate, seguiti dai Comuni (16,4%) e dalle Regioni (12,4%). Tuttavia, si sottolinea, in Piemonte i privati beneficiano dell’84% delle risorse impegnate dal Po Fesr 2007-2013 e in Molise dell’89,8%, a fronte del 17,5 del PO della Provincia autonoma di Bolzano, dove l’80% delle risorse impegnate sono state assegnate alla Provincia stessa. Per la Provincia autonoma di Trento il contributo comunitario assegnato complessivo nel 2007-2013 è stato di 39.750.761 euro, dei quali 9.959.437 euro (25,1%) sono stati assegnati ai comuni, mentre nel 2011 avevano avuto il 30,3% dei fondi.
Anche tra le regioni dell’Obiettivo Convergenza, i privati sono i principali beneficiari. Ma in questo caso, evidenzia lo studio, i finanziamenti per i Comuni sono superiori a quelli dei privati: degli oltre 5200 progetti finanziati ai Comuni con le risorse dei Po Fesr, soltanto 74 hanno avuto un importo superiore ai 5 milioni di euro, rappresentando l’1,4% del totale. In massima parte, evidenzia l’Ifel, si tratta di interventi realizzati nei Comuni delle Regioni coinvolte nell’Obiettivo Convergenza (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), dove però è bene ricordare la maggior disponibilità di risorse erogate. Proprio in quest’ambito ristretto sono presenti, tra quelli per la riqualificazione delle aree urbane, commerciali e industriali, i due progetti con il maggior importo unitario: la metropolitana di Napoli e i tram a Palermo. Lo studio sottolinea inoltre una buona capacità progettuale dei Comuni medio-grandi: più del 50% di quelli con più di 20 mila abitanti ha ottenuto il finanziamento di almeno un progetto. Si tratta per lo più, ricorda l’Ifel, di interventi di medio-grandi dimensioni, come attestano i 972 progetti (18% del totale) varati, che hanno assorbito il 56,6% delle risorse finanziate. A seguire, ricorda il Secondo Rapporto sulla dimensione territoriale nel Quadro Strategico Nazionale 2007-2013, troviamo i progetti per l’efficientamento energetico e la promozione di energie rinnovabili (18,4%). Da ultimo viene segnalato come, rispetto al 2011, sia emersa una contrazione del contributo pubblico a valere sulle risorse Fesr 2007-2013 assegnato ai Comuni, passato dal 29,3 al 23,3%. Quasi al palo, quindi, i Comuni con meno di 5mila abitanti, che sono riusciti ad assorbire poco meno di un quarto delle risorse assegnate.

(Fonte: Il Giornale dei Comuni)

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