L’obiettivo dichiarato dal Governo è arrivare a un tasso di spesa del 66% entro fine 2015, ma il quadro disegnato dall’impiego dei Fondi Ue continua a mostrare parecchi buchi anche dopo l’accelerazione impressa nell’ultimo anno, soprattutto nelle Regioni del Sud dove i soldi di Bruxelles dovrebbero aiutare la «convergenza» con le aree più sviluppate. I numeri, contenuti nell’ultimo censimento Ifel, mostrano che lo stato di avanzamento finanziario è arrivato al 44%, ma dietro a questa media si nascondono realtà molto diverse fra di loro: nelle 5 Regioni «convergenza», dove si addensano 13,3 dei 20,2 miliardi messi complessivamente a disposizione dalla Ue, lo stato di avanzamento è più indietro, al 39,8%, e in Campania si incontra il record negativo del 25,3 per cento. Solo in questa Regione, mancano all’appello più di 3,3 miliardi, e quasiasi operazione di recupero del tempo perduto appare complicata perché i «progetti non avviati» valgono da soli il 46,3% dello stanziamento complessivo: anche questo è un altro record negativo, seguito dalla Calabria, dove i progetti non avviati valgono il 16,3% del plafond, mentre in Basilicata e Sicilia il dato si ferma poco sotto al 10 per cento.
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