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Fondi europei al palo. E se il merito fosse un diversivo?

Fonte: Italia Oggi

Con un anno scolastico che si avvia a terminare senza ancora una soluzione del problema degli scatti retributivi 2011, senza un provvedimento per la nomina dei precari e l’ipotesi concorsuale, senza il decreto sull’assegnazione degli oltre 100 milioni previsti dalla Finanziaria per la gratuità dei libri di testo e senza un attuazione delle misure sull’edilizia previste nel decreto semplificazioni, sono spuntanti i 30 milioni di euro per il merito. Che il ministro dell’istruzione, Francesco Profumo, ha detto essere solo minima parte di un investimento molto più ampio, oltre un miliardo di euro, contro la dispersione e per le scuole in difficoltà. Il merito ha però con le sue polemiche (il provvedimento è stato rinviato nuovamente al prossimo consiglio dei ministri) catalizzato l’attenzione dei media. Distogliendola dal piano più sostanzioso a cui accennava Profumo. Per valutare le disponibilità miliardarie a cui accennava il ministro si deve fare riferimento ai 999,2 milioni stanziati con la riprogrammazione dei Fondi FERS e FSE confluiti nel Piano Barca e a quella parte dei 2,3 miliardi del recente piano contro la povertà che in qualche modo fanno riferimento all’istruzione. Al riguardo leggendo i documenti presenti nel sito del Miur e in quello del Dipartimento per la Coesione risulta che fra gli interventi del Piano di Azione e Coesione complessivo quelli che riguardano l’ Istruzione prevedono l’utilizzo di 572,9 mln del FESR e di 426,3 mln del FSE, complessivamente 999,2 milioni, aggiuntivi rispetto ai 2 miliardi già a disposizione del Miur per tali Fondi. A questi stanziamenti si devono aggiungere quelli indicati nel cosiddetto Piano contro la povertà. Si tratta in realtà di un’ulteriore riprogrammazione delle destinazioni, con una riduzione del co-finanziamento, dei fondi comunitari per lo sviluppo del Sud (si veda il secondo aggiornamento del piano di Azione Coesione in: http://www.dps.tesoro.it/documentazione/comunicati/2012/PdA_aggiornamento_n_2.pdf e l’allegato 7 in: http://www.dps.tesoro.it/documentazione/comunicati/2012/ALLEGATI%20pac%20aggiornamento%202%20(seconda%20fase)_11052012.pdf ). Per l’istruzione possono essere considerati poi i 220 milioni previsti per l’inclusione sociale e la crescita, in particolare per l’integrazione dell’azione contro la dispersione scolastica in oltre 100 aree, e i 400 milioni per gli asili nido. Il tutto fa 1.619,2 milioni. Questi sulla carta. C’è però solo un anno di tempo scarso alla fine della legislatura per vedere quanto di questo programma sarà effettivamente realizzato, al di là dei crono-programmi annunciati, e quanto sarà lasciato in eredità al nuovo governo.

 

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