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Fisco, rateizzazione a tutto gas

Fonte: Italia Oggi

Rateizzazione dei debiti tributari a tutto gas. Semplificazione della procedura di richiesta e riduzione delle garanzie patrimoniali, ma soprattutto possibilità di ottenere la dilazione già sulla base dell’accertamento esecutivo emesso dall’Agenzia delle entrate. Prima, cioè, dell’affidamento in carico a Equitalia della somma da riscuotere. Ferma restando la dimostrazione, da parte del contribuente, della situazione di obiettiva difficoltà economica in cui egli temporaneamente versa. È quanto prevede un emendamento approvato dalla commissione finanze della camera al ddl recante la delega alla riforma fiscale, da domani al vaglio dell’aula. Un testo che, al di là delle modifiche varate nel merito, è cambiato anche nella forma: rispetto ai 17 iniziali, ora il provvedimento si compone di soli quattro articoli.

Articolo 1: i principi. Poche novità relative ai principi generali della riforma, da rendere operativa entro nove mesi dall’entrata in vigore della legge. Prevista l’irretroattività delle norme di attuazione, in linea con lo Statuto del contribuente (si veda ItaliaOggi del 4 ottobre scorso). Rafforzato il ruolo del parlamento in fase di adozione dei decreti delegati: vista la complessità dei temi trattati, sarà possibile una mini-proroga per l’emanazione dei pareri obbligatori da parte delle commissioni.

Articolo 2: catasto & co. Accanto a una revisione del catasto che non dovrà incrementare il gettito Imu e che dovrà essere più leggera verso gli immobili storico-artistici, vengono introdotte diverse disposizioni sulla stima annuale dell’evasione fiscale. Presso il ministero dell’economia sarà istituita un’apposita commissione composta da 15 esperti indicati da Mef, Istat, Bankitalia, che potranno avvalersi dell’aiuto delle associazioni di categoria, degli ordini professionali, dei sindacati e delle autonomie locali. L’esecutivo dovrà poi redigere ogni anno un rapporto sull’andamento della lotta all’evasione. Distinguendo, con obiettivi di trasparenza, le imposte riscosse da quelle accertate, l’efficacia delle singole tipologie di controllo ed evidenziando separatamente le somme recuperate a seguito dei controlli formali e automatizzati delle dichiarazioni.

Articolo 3: abuso di diritto, tutoraggio, sanzioni. Resta pressoché immodificata la disciplina dell’abuso del diritto e dell’elusione fiscale contemplata nel ddl originario. Tuttavia, viene ipotizzata una procedura abbreviata per forme specifiche di interpello preventivo. Potenziato il ruolo del tutoraggio: ferma restando la delega al governo per ampliare tale istituto e garantire una maggiore assistenza ai contribuenti in fase di compliance, vengono annunciate misure premiali (in termini di minori adempimenti) per le imprese che vi aderiscano spontaneamente. In materia di riscossione, come detto, un emendamento introduce norme pro-debitori che rendano ancora più accessibile la facoltà di rateazione, anche con riferimento agli accertamenti esecutivi. Nell’ambito del restyling delle sanzioni penali tributarie, viene previsto come, in materia di frodi o comportamenti simulatori, dalla riforma non potranno derivare pene meno pesanti di quelle minime già previste alla data di entrata in vigore del dl n. 138/2011. Dietrofront, poi, sull’accorpamento delle agenzie fiscali deliberato con la spending review: un nuovo pacchetto di norme introduce un ulteriore riassetto dell’amministrazione finanziaria. Tra le misure, il rafforzamento del ruolo delle Finanze, la riduzione delle sedi e degli uffici, la trasformazione dei Monopoli in Agenzia dei giochi, il passaggio della gestione delle accise sui tabacchi dai Monopoli alle Dogane e il riordino del Territorio per favorire una più efficiente riforma del catasto. Ma soprattutto, si stabilisce che fino alla scadenza del termine per l’esercizio della delega «è sospesa l’applicazione delle previsioni di cui all’articolo 23-quater, commi da 1 a 8 e da 10 a 12, del dl n. 95/2012». In altre parole, viene sancito lo stop all’accorpamento del Territorio con le Entrate e dei Monopoli con le Dogane. Infine, altri emendamenti approvati in commissione intervengono sul contenzioso tributario e sulla riscossione degli enti locali. Sul primo tema gli obiettivi sono assicurare maggiore peso alla conciliazione, ridistribuire i magistrati tributari in base alle esigenze delle singole Ctp e Ctr e superare, seppur in maniera «progressiva», la diffusa pratica della compensazione delle spese di giudizio. Per quanto attiene alla riscossione degli enti locali, invece, sono in arrivo un Testo unico delle norme, un codice etico per l’affidamento dell’attività ai privati e nuove cause di incompatibilità. Previste anche una nuova revisione dei costi da reato e la non pignorabilità dei beni strumentali.

Articolo 4: Iri e dintorni. L’imposta sui redditi d’impresa (Iri) avrà la stessa aliquota dell’Ires, ossia il 27,5%. Torneranno regimi semplificati per i contribuenti di dimensioni minime, con la possibilità di pagare un’unica importa forfettaria. Il governo, infine, dovrà chiarire la definizione di «autonoma organizzazione» per sanare una volta per tutte il vasto contenzioso legato all’applicabilità dell’Irap ai professionisti e fornire regole certe per il futuro.

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