Per il presidente di Bnl e Assonime, Luigi Abete, è ormai tempo di discutere «su come vada distribuito il carico fiscale in una società moderna». Anche i patrimoni devono concorrere alla fiscalità generale: «Non si vede perchè chi ha un lavoro paghi di più di chi ha una rendita». Il problema della riduzione della pressione fiscale va affrontato su tre fronti: il taglio della spesa pubblica, la lotta all’evasione e appunto la redistribuzione del carico impositivo che riduca «il delta tra tassazione di lavoro, impresa e rendita».
Occorre liberarsi dalla «schiavitù sociale delle tasse, in Italia troppo alte e terribilmente squilibrate», osserva Delzio. E Abete riconosce che forse per la prima volta nel nostro paese si sta assistendo a un «cambiamento di clima» sul tema dell’evasione fiscale. In sostanza, «comincia ad esservi la sanzione reputazionale, che mette in cattiva luce l’evasore, anche al di là dei riflessi giudiziari». Perchè non prevedere la sospensione dei servizi pubblici per gli evasori recidivi, impedendo loro l’accesso «ai servizi per i quali non contribuiscono, compreso quello sanitario salvo il pronto soccorso»? La proposta è del sottosegretario ai Trasporti, Guido Improta.
La realtà – replica il segretrario della Fiom, Maurizio Landini – è che la «lotta di classe c’è già stata, e i lavoratori dipendenti sono quelli che stanno peggio. Impossibile reggere un sistema fiscale come questo».
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