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Federalismo per le opere

Fonte: Italia Oggi

Una «mini-riforma» costituzionale per il settore delle opere pubbliche, da affidare alla competenza esclusiva dello stato per le opere strategiche e alla competenza esclusiva delle regioni per le opere ordinarie. È quanto ha prefigurato il presidente di Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini, nel corso dell’audizione sul Libro verde sugli appalti pubblici della Commissione europea, avviata la settimana scorsa presso la commissione lavori pubblici del senato, che ha anche sentito l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (contraria all’estensione del ricorso alla procedura negoziata e all’innalzamento delle soglie) e l’Aiscat (che chiede la procedura negoziata con bando per la scelta dei concessionari autostradali). Parlando del tema delle modifiche normative ipotizzate dalla Commissione europea, Bassanini ha evidenziato l’obiettivo comunitario di una maggiore certezza del diritto per le autorità pubbliche e per gli operatori economici e, a tale riguardo, ha dato conto di un «lavoro collegiale promosso dal ministero delle infrastrutture che ha portato alla produzione di un rapporto in cui si individuano ottantanove misure legislative o amministrative che possono migliorare le condizioni di redditività per gli investimenti privati in molte infrastrutture». Di particolare rilievo è la proposta (che appare peraltro in controtendenza rispetto alla recente giurisprudenza costituzionale) di una «mini-riforma» dell’articolo 117 della Costituzione che assegni alla potestà esclusiva dello stato le infrastrutture strategiche di interesse nazionale e alla potestà esclusiva delle regioni le restanti opere ordinarie. Altro intervento auspicato è quello sulla «Legge obiettivo», per assicurare tempi rapidi e certi per la localizzazione delle infrastrutture strategiche, chiarendo i rapporti tra decisori nazionali e enti locali. Bassanini ha poi evidenziato la necessità di intervenire sul project financing, con particolare riguardo alla finanziabilità dei progetti da realizzare anche tramite il rafforzamento del coinvolgimento e della responsabilità del soggetto asseveratore del piano economico-finanziario. Con particolare riferimento al ruolo di Cassa depositi e prestiti, Bassanini ha messo in evidenza che l’azione della Cassa «è utilmente complementare a quella del sistema bancario creditizio che con le regole attuali tende a coprire gli investimenti a medio termine e non quelli a lungo termine». L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, con il presidente Giuseppe Brienza, per quanto riguarda le tematiche sollevate dal Libro verde della Commissione europea, ha critica la possibilità di un innalzamento delle soglie di applicazione della normativa comunitaria: «una siffatta ipotesi contrasterebbe con l’esigenza di migliorare le opportunità economiche delle imprese europee, in quanto un maggiore numero di appalti sarebbe esente dalla pubblicazione sulla gazzetta europea». Su questo tema Brienza ha anche criticato l’ipotesi (ddl statuto di impresa all’esame del Parlamento e decreto legge sviluppo) di innalzare le soglie per gli affidamenti con procedura negoziata; viceversa ha suggerito di rafforzare la procedura ristretta anche con l’introduzione di criteri reputazionali dei concorrenti. Infine, il presidente dell’Authority ha sollevato il problema della qualificazione delle stazioni appaltanti, auspicando meccanismi di delega di funzioni da parte delle amministrazioni meno strutturate a favore di quelle più qualificate dal punto di vista tecnico e professionale. L’Aiscat, con il direttore generale Massimo Schintu, sul tema delle procedure ha esposto la linea del comparto delle concessionarie autostradale, «favorevole all’introduzione di una maggiore semplificazione e flessibilità delle procedure, in grado di potenziare l’efficienza degli affidamenti»; la proposta è quella di un maggiore ricorso alla procedura negoziata con bando di gara, non applicata come previsto dalla direttive comunitarie, per la scelta dei concessionari (ad oggi occorre esperire una procedura aperta o ristretta, in base all’art. 144 del Codice).

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