Lo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale regionale, approvato dal governo, che modifica le attuali aliquote delle addizionali regionali Irpef, potrebbe comportare a regime (nel 2015) aumenti dell’addizionale di 226 euro medi annui per ogni contribuente (+82,8% dagli attuali 273 euro medi pro capite ai 499 euro nel 2015). In particolare per quanto riguarda i lavoratori dipendenti e pensionati l’aumento sarebbe mediamente di 218 euro, passando dagli attuali 280 euro ai 498 euro. È quanto emerge da una simulazione della Uil, che ha analizzato il gettito attuale dell’Irpef regionale nel caso in cui tutte le regioni si avvalessero della facoltà, prevista dalla bozza di decreto, di aumentare l’aliquota fino al 3% (per i lavoratori e pensionati fino all’1,4% per i redditi fino ai 28 mila euro), gradualmente fino al 2015. Secondo questa ipotesi, commenta Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, un lavoratore dipendente, rientrante nello scaglione di reddito fino a 15 mila euro pagherebbe mediamente 129 euro l’anno pro capite con un aumento del 16,4%; un pensionato pagherebbe mediamente 156 euro pro capite con un aumento del 17,3%; mentre un lavoratore autonomo pagherebbe mediamente 155 euro pro capite con un aumento del 150%. Per i redditi compresi tra i 15 mila e i 28 mila euro, su un lavoratore dipendente l’addizionale peserà mediamente 287 euro con un aumento del 16,7%; su un reddito da pensione 276 euro (+16,5%); mentre su un lavoratore autonomo 445 euro (+150%). Per i redditi al di sopra dei 28 mila euro i lavoratori dipendenti verserebbero pro capite, mediamente, ben 1.440 euro l’anno con un aumento di 864 euro l’anno; un pensionato verserà mediamente 1.410 euro (+846 euro); un lavoratore autonomo verserà 1.512 euro (+907 euro). Attualmente con l’addizionale le regioni incassano 8,5 miliardi di euro, di cui 7,9 miliardi provengono dai redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati (il 93,7% del totale del gettito dell’imposta).
Federalismo, le tasse aumenteranno
Studio Uil
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