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Fassino sindaco di Torino Il Pd cresce, terzo polo male

Fonte: Il Sole 24 Ore

TORINO – Un lungo abbraccio tra chi va, Sergio Chiamparino, e chi viene, Piero Fassino. Mancavano pochi minuti alle nove quando ieri sera sulle scale di Palazzo civico, mentre in piazza si radunavano alcune centinaia di persone, scatta il gesto che più di tutti sintetizza il risultato centrato dall’ex segretario Ds a Torino: una vittoria secca ottenuta al primo turno che per molti aspetti riecheggia quella centrata cinque anni fa proprio dal suo predecessore. Ma erano altri tempi, quelli, con Chiamparino alla ricerca di uno scontato mandato bis, un avversario debole perché “straniero” come Rocco Buttiglione e un Ulivo ancora abituato a veleggiare intorno al 40 per cento. Oggi la situazione è ben diversa, e per questo non suonano così scontate le parole del vincitore, che ringrazia tutti i torinesi «che hanno dato a queste elezioni uno straordinario significato di partecipazione democratica». Un risultato che dopo le primarie di febbraio conferma la salute ritrovata del Partito democratico (ritornato ampiamente al di sopra del 30% dopo il 25,1 dell’anno scorso) e la crisi comune a Pdl e Lega, che rispetto alle regionali dello scorso anno perdono in tutto sette punti. Sconfitta pesante anche per il Terzo polo, con il candidato Alberto Musy che intorno alle 22, ai due terzi dello scrutinio, si trovava al di sotto dei cinque punti e per questo sorpassato dai Grillini, meno tonici rispetto a Bologna ma artefici di un brillante 5% che li vede guadagnare quasi un punto e mezzo sulle regionali 2010; più che dimezzata e fuori dal consiglio comunale la Federazione della sinistra, che insieme a Sinistra critica non supera l’1,6 per cento. Chi invece avrà un posto è Domenico Coppola, candidato “civetta” (evidente l’omonimia con il più noto concorrente di Pdl e Lega) che con una manciata di liste civiche ha superato lo sbarramento dei tre punti.

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