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Entrate, un codice anticorruzione

Fonte: Il Sole 24 Ore

Un vademecum anticorruzione per il personale delle Entrate. Niente richieste o sollecitazione dei regali per il ruolo o la funzione svolta. Astensione da possibili attività in conflitto di interesse. Massima attenzione al comportamento sia in servizio, per esempio evitando comportamenti dilatori e collaborando con i colleghi che eventualmente subentrano .?Ma anche a quello fuori dall’ufficio perché nei rapporti privati il dipendente non può sfruttare o menzionare la posizione ricoperta per ottenere utilità e vantaggi indebiti. E perfino a chi ha dismesso la “casacca” perché per due anni dalla data di cessazione del rapporto d’impiego sarà vietato esercitare funzioni di assistenza e di rappresentanza presso gli uffici finanziari e davanti alle commissioni tributarie.Sono alcune delle principali novità del «Codice di comportamento del personale» (pubblicato ieri sul sito delle Entrate insieme al provvedimento di approvazione), che fissa una serie di obblighi il cui mancato rispetto è fonte di responsabilità disciplinare accertabile in un procedimento ad hoc, sempre che le violazioni non determinino anche conseguenze penali, civili, amministrative o contabili. E i comportamenti non in regola saranno considerati nella valutazione delle performance. 

Il raggio d’azione 
Un codice ad applicazione allargata perché vale per il personale di ruolo (dirigenti inclusi per cui ci sono anche previsioni “rafforzate”), a quelli assegnati da altre amministrazioni ma anche «in quanto compatibili» a tutti i collaboratori e consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico, indicati sul sito internet dell’Agenzia, e ai collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione. E per queste ultime categorie di personale, per così dire “stabile” in senso stretto, il codice stabilisce che le violazioni «potranno determinare, secondo quanto previsto dalle specifiche clausole contrattuali o dagli atti di conferimento dell’incarico, la risoluzione del rapporto, fatta salva l’eventuale richiesta di risarcimento qualora da dette violazioni derivino danni all’Agenzia». 
Va asicurata piena parità di trattamento a parità di condizioni astenendosi da azioni arbitrarie e garantendo la massima collaborazione con le altre Pa. 

I regali 
Divieto assoluto di ricevere per sé o per altri, regali o altre utilità, anche se di modico valore, per l’esercizio delle funzioni e dei suoi poteri. L’unica possibilità di accettare regali è contemplata solo se di «modico valore» (importo massimo 150 euro) e se effettuati occasionalmente nelle normali relazioni di cortesia o di consuetudine. 

Le interferenze 
Attenzione poi alle «interferenze». Il dipendente delle Entrate è tenuto a comunicare al responsabile dell’ufficio di appartenenza la propria adesione o appartenenza ad associazioni e organizzazioni, a prescindere dal loro carattere riservato o no, se gli ambiti di interesse interferiscono con le attività assegnate. Stop poi a tutte le attività in conflitto di interesse, ossia quelle che possono incidere sull’adempimento corretto e imparziale dei doveri d’ufficio . Strada sbarrata anche all’attività di consulenza, assistenza e rappresentanza a favore di terzi in questioni di carattere fiscale, tributario, tecnico comunque connesse ai propri compiti istituzionali . E c’è l’obbligo di informazione al responsabile dell’ufficio per le collaborazioni con soggetti privati «in qualunque modo retribuite» negli ultimi tre anni. 

Le regole in servizio 
Tra le regole da seguire in servizio, c’è anche quella in base alla quale chi ha un interesse personale in un procedimento o riceve una richiesta di intervento da parte di contribuenti, conoscenti o altri dipendenti, deve «astenersi dall’influenzare, direttamente o indirettamente, coloro che devono o possono adottare il relativo atto». Nei rapporti con il pubblico, invece, bisogna usare un linguaggio «comprensibile» evitando di assumere «atteggiamenti intimidatori nei confronti del contribuente volti ad influenzare le sue scelte». Massima riservatezza nei rapporti con i media. 

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