La Regione Emilia-Romagna ha destinato un milione di euro agli Enti locali per promuovere l’adozione dell’intelligenza artificiale e la costruzione di gemelli digitali a supporto della gestione del territorio. La misura è contenuta nella nuova Agenda Digitale regionale 2025-2029, approvata nell’ambito di una strategia che punta a collegare innovazione tecnologica, semplificazione amministrativa e governo dei dati al servizio delle comunità locali.
Indice
Un’Agenda che integra obiettivi europei e risorse PNRR
L’Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna si inserisce all’interno del Programma strategico Decennio Digitale 2030 dell’Unione europea e dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). I pilastri della strategia regionale comprendono lo sviluppo di un’intelligenza artificiale definita “affidabile”, la gestione dei dati come bene comune, la digitalizzazione delle imprese locali e il contrasto al divario digitale, con particolare attenzione alle zone montane e ai piccoli Comuni.
Il documento regionale delinea un modello di governance collaborativa che coinvolge Enti territoriali, imprese e cittadini, con l’obiettivo di consolidare il posizionamento dell’Emilia-Romagna come “Data Valley”. L’impianto poggia su un principio chiave: la tecnologia deve servire i diritti e l’inclusione, non sostituire le decisioni umane.
AI nella PA: dalle pratiche automatizzate ai gemelli digitali
Il milione stanziato non finanzia generiche sperimentazioni. La Regione collega l’intelligenza artificiale a funzioni amministrative concrete: pianificazione territoriale, simulazione di scenari, gestione delle manutenzioni, monitoraggio delle politiche pubbliche. In questo quadro si inserisce il concetto di gemello digitale locale, ovvero una rappresentazione virtuale del territorio che consente di simulare interventi e valutarne gli effetti prima dell’attuazione.
L’Agenda prevede inoltre l’impiego dell’AI in diversi ambiti operativi della PA regionale:
- automazione dei processi amministrativi (protocollazione, gestione documentale, redazione assistita degli atti);
- cruscotti di impatto e analisi predittive per il supporto alle decisioni basate su dati;
- servizi proattivi all’utenza, inclusi sistemi di assistenza automatica per orientare i cittadini;
- applicazioni settoriali in sanità (supporto diagnostico e personalizzazione dei percorsi di cura) e cultura (accessibilità del patrimonio digitale di biblioteche, archivi e musei).
A presidio dell’intera operazione, la Regione istituirà un Centro di competenza per l’Intelligenza Artificiale Affidabile, con il compito di fornire accompagnamento giuridico, amministrativo e tecnico agli Enti locali nell’adozione delle nuove soluzioni.
La sfida operativa: dai fondi alla capacità amministrativa
Lo stanziamento rappresenta un segnale politico-amministrativo importante: l’AI entra nella programmazione pubblica regionale come leva concreta. Tuttavia, la notizia apre una questione operativa decisiva per i Comuni: trasformare le risorse disponibili in capacità amministrativa reale.
Investire in intelligenza artificiale o in un gemello digitale non significa solo acquistare tecnologia ma disporre di dati affidabili, competenze interne adeguate, modelli di cooperazione tra Enti e una chiara individuazione dei problemi amministrativi da risolvere. Senza questi presupposti, il rischio è che l’AI resti una sperimentazione interessante ma periferica rispetto alla gestione ordinaria.
Da sapere:
L’Agenda Digitale 2025-2029 dell’Emilia-Romagna adotta il principio dell’“Intelligenza Artificiale Affidabile”: trasparente, sicura, non discriminatoria e priva di pregiudizi algoritmici.
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