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Digitale, l’Agenzia gestirà appalti Pa

Fonte: Il Sole 24 Ore

Primo giro di tavolo al prossimo consiglio dei ministri, probabile varo nella riunione successiva. Per il disco verde al nuovo decreto crescita, anticipato ieri dal Sole 24 Ore, si conferma al momento la scadenza del 20 settembre. I ministeri, anche con una riunione che si è svolta ieri con rappresentanti delle imprese, lavorano in vista di questa deadline mettendo a punto gli ultimi dettagli e definendo con esattezza quello che sarà il perimetro del provvedimento.
Uno dei pilastri è il piano per la digitalizzazione. Con l’approvazione del Dl, dovrebbe arrivare in consiglio dei ministri anche la nomina del direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale per la quale non sono mancate diversità di vedute tra i ministri Passera (Sviluppo economico) e Profumo (Miur). Diversi i nomi che, già da tempo, sono in lizza, da Mario Calderini (consigliere di Profumo) a Roberto Sambuco (capo dipartimento dello Sviluppo) a Salvo Mizzi (Telecom Italia) ma, al di là del solito totonomine, è interessante l’individuazione, contenuta nel testo, delle funzioni che l’Agenzia dovrà svolgere. Spicca il ruolo di centrale di committenza. In pratica, l’Agenzia, per promuovere servizi o prodotti innovativi in grado di soddisfare una domanda pubblica, potrà aggiudicare un «appalto pubblico innovativo, eventualmente nella forma d’appalto pubblico precommerciale o del partenariato pubblico privato». Si occuperà della valutazione tecnico-scientifica e di individuare anche una possibile soluzione mista: contributo diretto alla spesa, prestito agevolato, altro strumento di debito e garanzia. L’Agenzia avrà poi il compito di creare una piattaforma nazionale delle smartcities and communities, sviluppando un catalogo nazionale dei sistemi e delle applicazioni per favorire le best practices. Oltre al monitoraggio dell’attuazione dei piani di Ict delle Pa, poi, l’Agenzia dovrà garantire l’accesso a internet per tutti definendo «le specifiche tecniche per l’obbligo di accessibilità per tutti i soggetti che offrono servizi web e usufruiscono di contributi pubblici», con la possibilità di irrogare sanzioni. Il governo, mediante l’Agenzia, prevede l’obbligo di accessibilità di tutti i prodotti didattici e formativi digitali, rendendoli fruibili agli utenti disabili.
Il decreto inoltre tramuterà in norme buona parte delle proposte contenute nel rapporto della task force istituita da Passera sulle start up (si veda Il Sole 24 Ore del 17 luglio) che verrà presentato pubblicamente probabilmente alla fine della prossima settimana. Tra queste, anche l’autorizzazione di piani di acquisto di quote proprie da parte di srl in fase di start up a servizio di piani di stock option.
In tema tlc, si lavora a una banca dati delle frequenze per valutarne l’effettivo utilizzo e studiare eventuali valorizzazioni economiche. Il capitolo Pa digitale prevede invece (fatta salva la necessità di individuare le risorse necessarie) l’accelerazione di un vecchio dossier da anni fermo al palo: la carta di identità elettronica (Cie). L’idea è quella di semplificare il processo di unificazione in un unico supporto digitale della Cie e della tessera sanitaria. Il settore più coinvolto dall’operazione di digitalizzazione sarà la sanità. Gli obiettivi sono il fascicolo sanitario elettronico, con i dati generati dagli eventi clinici, l’accelerazione dello sviluppo della ricetta elettronica, la possibilità di conservare le cartelle cliniche anche solo in formato digitale. Non sarà più possibile la comunicazione cartacea tra i comuni e le aziende sanitarie locali in caso di cambio di residenza delle persone fisiche.

Le misure in arrivo

DIGITALE E START UP
L’Agenzia digitale potrà aggiudicare un «appalto pubblico innovativo, eventualmente nella forma d’appalto pubblico precommerciale o del partenariato pubblico privato». Il decreto conterrà poi le misure sulle start up e potrebbe portare a una banca dati delle frequenze tlc per valutarne l’effettivo utilizzo e studiare eventuali valorizzazioni economiche

SANITÀ ELETTRONICA
Il settore più coinvolto dall’operazione di digitalizzazione sarà la Sanità. Gli obiettivi principali sono il fascicolo sanitario elettronico, con i dati generati dagli eventi clinici, l’accelerazione dello sviluppo della ricetta elettronica, la possibilità di conservare le cartelle cliniche anche solo in formato digitale

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