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Digital tax per i giganti del web

Fonte: Il Sole 24 Ore

Sul menù fiscale della legge di stabilità si iniziano a tirare le fila. E lo si arricchisce di giorno in giorno. Gli ultimi due capitoli aperti dal Governo riguardano l’arrivo nel 2017 della “digital tax” e l’accorpamento delle scadenze fiscali «con l’ambizione di tendere verso un unico giorno per il pagamento di tutte le imposte». 
Ad annunciare quest’ultimo dossier è stato ieri il Sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti in una nota, rivendicando da segretario di Scelta Civica tra l’altro la paternità del suo movimento della “digital tax”, annunciata dal premier e presentata in una proposta di legge alla Camera nel maggio scorso. Una «misura antielusiva e non una nuova tassa», ha spiegato Zanetti, in quanto prevede l’applicazioni di una ritenuta del 25% su tutte le transazioni online o in alternativa l’individuazione nel nostro Paese di una stabile organizzazione delle società che operano sulla rete e con la tassazione Ires applicata in Italia (si veda il servizio qui sotto). 
Sulla decorrenza della nuova misura da applicare in particolare ai giganti del Web, Zanetti non esclude la possibilità di anticiparne l’entrata in vigore già dal prossimo anno sfruttando l’incasso potenziale, stimato da Scelta Civica in 2 o 3 miliardi annui, per finanziare «importanti misure di riduzione del prelievo fiscale su lavoratori, imprese e famiglie italiane». Pacchetto di misure su cui nelle prossime ore (forse già domani) i tecnici dell’Economia e quelli della Ragioneria si confronteranno con il ministro Pier Carlo Padoan, sulla fattibilità e sulle modalità di realizzazione degli interventi di riduzione delle tasse su casa, famiglie, imprese, agricoltura, partite Iva e sul sostegno al Sud. 
Su casa e famiglie gli interventi già annunciati più volte riguardano la cancellazione della Tasi e dell’Imu sull’abitazione principale. L’idea di fondo della Presidenza è quella di escludere tout court tutte le abitazioni destinate ad abitazione principale a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza. A metà tra famiglie e imprese si muove invece la possibile stabilizzazione degli ecobonus con un possibile allargamento della platea dei beneficiari dei crediti d’imposta su ristrutturazioni e riqualificazione energetica degli edifici, a partire da quelli dell’edilizia pubblica e da quelli in locazione ai giovani per rilanciare anche il bonus mobili. 
Un capitolo importante riguarda l’agricoltura. A confermarlo è stato lo stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervenendo all’assemblea della Coldiretti all’Expo, a partire dalla cancellazione, dal 2016, dell’Imu su tutti i terreni agricoli e dell’Irap pagata dalle imprese agricole. Il costo dell’operazione stimato in circa un miliardo di euro si procederà ad un taglio delle agevolazioni del settore a partire dalla possibile cancellazione dell’Iva forfettizzata per le imprese agricole (si veda il servizio a pagina 11). Per restare sulla tassazione degli immobili si lavora alla definitiva cancellazione dell’Imu per i beni delle imprese cosiddetti “imbullonati” ovvero i grandi macchinari di grandi dimensioni ancorati al suolo e su cui i Comuni chiedono alle imprese il pagamento dell’imposta considerando il macchinario non un bene strumentale all’attività di impresa ma un’immobile a tutti gli effetti. 
Il taglio delle tasse per le imprese potrebbe partire già da quest’anno al Sud con una riduzione dell’Ires in Basilicata, Calabria , Campania, Puglia e Sicilia (il taglio dal 27,5 % al 20% costerebbe 350 milioni) mentre per il resto delle aziende si starebbe lavorando alla revisione degli ammortamenti secondo il modello francese, che prevede tempi e percentuali più vantaggiosi per recuperare il costo fiscale degli investimenti.
A completare il mosaico degli interventi fiscali allo studio c’è anche l’intervento sulle piccole partite Iva: la scelta potrebbe cadere su una proroga secca dell’attuale regime dei minimi con l’aliquota al 5% e una soglia di ricavi fissata a 30mila euro; oppure un intervento più strutturato ma costoso che prevede un’aliquota al 5% per le start up e per i primi tre anni di vita , l’introduzione del principio di cassa e quindi poter pagare le tasse quando si incassa la fattura e l’esenzione Irap per chi non ha un’autonoma organizzazione.

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