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Di che cosa parliamo quando parliamo di reddito di inclusione (Rei)

di ALESSANDRA VILLA

Il Rei  (reddito di inclusione) è il sussidio di nuova introduzione che potrà essere richiesto dal 1° dicembre 2017 ed utilizzato dal 1° gennaio 2018.
Con il Rei vengono meno gli strumenti di sostegno al reddito in essere quali il programma Sia (sostegno per l’inclusione attiva), l’Asdi (assegno destinato ai disoccupati di lunga durata), Naspl  (indennità di disoccupazione) e la carta acquisti.
Il sussidio è stimato in un importo di 190 euro mensili (persona singola) e di 485 per i nuclei familiari di cinque o più componenti, avendo riguardo alla presenza di minorenni, disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati di età superiore a 55 anni.

Reddito di inclusione (Rei): i limiti

È previsto il possesso dei requisiti di cittadinanza e residenza.
È stabilita la corresponsione per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi in presenza di almeno uno dei requisiti di seguito richiamati: soglia Isee fino a 6mila euro; soglia ISR fino a 3mila euro per la parte patrimoniale; soglia patrimoniale inferiore a 20mila euro al netto dell’abitazione principale; patrimonio mobiliare di importo inferiore a 10mila euro. La percezione del sussidio è subordinata all’adesione ad un progetto personalizzato (la cui durata prescinde da quella dell’assegno) che consta nella partecipazione attiva di tutta la famiglia beneficiaria ad uno specifico percorso programmato dal servizio di assistenza sociale e diretto all’inserimento o reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale.
Il Rei non è riconosciuto nel caso in cui un qualsiasi componente del nucleo familiare fruisca di Naspl o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria, oppure nel caso di acquisto, nei due anni precedenti la domanda, di auto, moto o barche.

Adempimenti dei Comuni

Decorso il periodo di fruizione di 18 mesi ed una interruzione di 6 mesi è ammessa la possibilità di avanzare una seconda richiesta di sussidio.
Per la corresponsione del beneficio è previsto il ricorso a carta elettronica prepagata, la “carta Rei”. Spetta al Comune l’identificazione dei “punti di accesso Rei” e la trasmissione nell’arco di 10 giorni lavorativi delle richieste via, via ricevute all’INPS, mentre l’erogazione del beneficio, verificato il possesso dei requisiti, è previsto avvenga nei 5 giorni successivi.

>> Per ulteriori informazioni in materia leggi anche l’articolo Reddito di inclusione (Rei): il via libera del Governo (con annessa Guida del Ministero del Lavoro).

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