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Decreto Sicurezza Urbana, ok alla Camera: il testo passa ora al Senato

Decreto Sicurezza Urbana

La Camera ha approvato il disegno di legge di conversione in legge del decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città (C. 4310-A). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

>> Consulta il testo del decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14.

>> Qui disponibile la Scheda di lettura del Servizio Studi della Camera in merito al Decreto Sicurezza Urbana.

Ecco alcune novità approvate alla Camera:
riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie: il decreto stanzia 1900 milioni per quest’anno, 3150 per il 2018 e 3500 per il 2019 e 3000 per ciascuno degli anni che vanno dal 2020 al 2032. Si punta allo sviluppo delle infrastrutture, difesa del suolo, ricerca e informatizzazione dell’amministrazione giudiziaria, eliminazione delle barriere architettoniche ecc;
patti per l’attuazione della sicurezza urbana: sono lo strumento concreto di attuazione dei piani di intervento e sono siglati tra il prefetto e i sindaci che potranno installare sistemi di videosorveglianza le cui spese saranno però svincolate dal patto di stabilità (si ipotizza una spesa di 15 mln a partire dal 2017);
poteri del sindaco in materia di sicurezza: il sindaco può adottare ordinanze in materia di sicurezza con particolare riferimento alla vendita degli alcolici. Gli interventi riguardano situazioni di grave incuria del territorio, ambientale o di altra natura;
ordinanze di allontanamento: sanzione pecuniaria ( da 100 a 300 euro) in caso di violazione dei divieti di stazionamento occupazione o utilizzo di di infrastrutture di vario tipo. I provvedimenti sono nei poteri del sindaco e i proventi delle sanzioni sono destinati ad interventi di recupero del degrado urbano. Si tratta in effetti di una sorta di “mini daspo”;
Daspo per coloro che sono condannati in via definitiva o in appello: il questore può disporre il divieto di accesso nei locali pubblici o nei pubblici esercizi in cui sono stati commessi gli illeciti. Ulteriori norme sono previste per coloro che siano stati condannati in via definitiva.

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