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Decreto SCIA 2: le richieste della Conferenza Unificata

Il Decreto SCIA 2, uno dei decreti attuativi della Riforma Madia per la semplificazione, è stato oggetto di un ampio dibattito in Conferenza Unificata giovedì scorso.
L’intesa sullo schema di decreto legislativo in materia di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, è stata raggiunta, ma le Regioni e le Province autonome hanno chiesto alcune modifiche al testo e alle tabelle in cui si definiscono gli interventi edilizi e si specifica il titolo necessario per ciascuno di essi.

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condivide in linea generale, il lavoro predisposto dal Governo per la ricognizione dei regimi, finalizzato a dare attuazione alla delega di cui all’art. 5 della legge 124/2015 ed alla previsione dell’art. 1, comma 2 del d.lgs. 126/2016.
La mappatura dei regimi, infatti, è uno strumento essenziale per dare certezze e orientare gli imprenditori nella fase di avvio, come durante l’esercizio dell’attività. A tal proposito, come evidenzia il Consiglio di Stato nel parere numero 1784 del 4 agosto 2016, il provvedimento “… realizza in ogni caso un riordino normativo, ancorché parziale: si è di fronte a quella che si potrebbe definire una forma di codificazione soft, ossia una raccolta organica e semplificata, anche se (per adesso) non esaustiva, di tutte le discipline vigenti dell’attività privata nei settori interessati”.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condivide inoltre la necessità di considerare il decreto in esame il primo fondamentale momento di ricognizione della normativa vigente che dovrà essere completato e monitorato attraverso i decreti correttivi ed integrativi previsti ai sensi del comma 3 dell’art. 5 della Legge n. 124 del 2016, come indicato dallo stesso Consiglio di Stato.
Inoltre risulta apprezzabile, nell’impianto del decreto, è anche la previsione dell’art. 2, comma 6 secondo la quale, con decreto ministeriale, successivamente alla scadenza della delega e dei relativi correttivi, si procederà ad un periodico aggiornamento della Tabella A, sia per recepire modifiche legislative che interverranno, sia per introdurre casi non contemplati per mero refuso.

Ecco invece le obiezioni mosse dalla Conferenza Unificata al Decreto SCIA 2.
Salvare i regimi più semplificativi. Considerato che la tabella proposta in allegato allo schema di decreto contempla procedimenti di competenza regionale, coerentemente con le previsioni dell’art. 29 delle legge n. 241/1990 dovrà essere esplicitato che sono fatti salvi i regimi amministrativi più favorevoli in termini di semplificazione, anche in considerazione dell’espresso richiamo nella delega ai principi e criteri direttivi desumibili dai principi del diritto dell’Unione europea, relativi all’accesso alle attività di servizi, e dei princìpi di ragionevolezza e proporzionalità.
La formazione. Si fanno proprie, inoltre, le considerazioni del Consiglio di Stato in merito alla rilevanza cruciale della fase attuativa che dovrà prevedere “adeguate iniziative – non normative- di formazione, comunicazione istituzionale, informazione” nonché dell’adeguamento dei sistemi informativi e dell’adozione di tutte le misure organizzative necessarie ad assicurare effettività alle disposizioni in materia di concentrazione dei regimi. In tale fase è essenziale il coinvolgimento di tutti i livelli di governo, anche nell’ambito delle attività dell’Agenda per la semplificazione 2015-2017.
Richiamare il Fascicolo informatico d’impresa. Cogliendo le indicazioni del Consiglio di Stato, relative alla necessità di attuare una visione nuova della pubblica amministrazione, che si occupi con strumenti moderni e multidisciplinari di crescita e sviluppo, si ritiene importante richiamare uno strumento particolarmente rilevante in termini di semplificazione quale il Fascicolo informatico d’impresa, già previsto dallo schema di d.lgs. sulle Camere di Commercio, che attua una gestione moderna ed efficiente della documentazione d’impresa riducendo gli oneri burocratici di allegazione a carico del privato.

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