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Dall’Ici all’Imu così cambia il prelievo sugli immobili

Fonte: Il Sole 24Ore

Anche se supererà il tabù politico, che è estraneo al Governo tecnico ma ancora molto presente in Parlamento, la nuova Ici sull’abitazione principale non sarà la fotocopia della vecchia imposta abolita definitivamente nel 2008. Per diverse ragioni. Lo stesso Monti, prima di tutto, ha voluto sottolineare il carattere di progressività che dovrà ispirare il nuovo prelievo, e che si potrà – per esempio – tradurre in richieste differenziate in base al valore degli immobili posseduti da ogni contribuente. Scelte politiche a parte, comunque, chi sta lavorando alla nuova Ici sull’abitazione principale non può ignorare la “macchina” federalista che era stata messa in moto dal Governo precedente. E che, dopo l’accelerazione impressa dalle manovre estive, prevede il debutto dell’Imu (l’imposta municipale unica) già a partire dal 2013, a meno di ulteriori accelerazioni fin dal prossimo anno. Il nuovo tributo, infatti, cambia le carte in tavola, perché costruito su presupposti completamente diversi. Esclusa la prima casa, l’Imu poggia su un’aliquota di riferimento più alta della media Ici (7,6 per mille aumentabile fino al 10,6) e ingloba anche l’Irpef sui redditi fondiari oggi pagata dai proprietari di seconde case non locate. Essendo diversa la struttura, quindi, non basta abbassare la richiesta per avere un’imposta adatta alle prime case. Il federalismo in costruzione, inoltre, mette sul piatto un’altra variabile: quella della Res, il tributo su rifiuti e servizi locali che dovrebbe essere pagato da tutti i residenti nel Comune (compresi gli inquilini e chi ha ricevuto un alloggio in uso gratuito). L’ingresso in campo della Res – previsto per ora solo da una bozza di decreto che ancora attende l’approvazione definitiva – abbasserebbe di un punto l’aliquota media dell’Imu, perché il problema è proprio questo: nel mosaico federalista, ogni valore è collegato a un altro, per far quadrare i conti complessivi degli enti locali. Per questa ragione, l’introduzione di un elemento ulteriore impone di rivedere importi, aliquote e basi imponibili di tutte le imposte coinvolte. Il ritorno dell’Ici sull’abitazione principale, poi, rimetterebbe in discussione gli stessi presupposti della Res, pensata per far pagare i servizi locali erogati dal Comune ai cittadini che lo abitano. Un obiettivo, questo, che in buona parte sarebbe raggiunto anche dalla nuova Ici.

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