Cybersicurezza, ridurre il digital divide e investire sulle aziende italiane

Fonte: Maggioli.com

Con la trasformazione digitale in atto è diventata ormai una priorità assoluta, per tutti gli Stati, l’esigenza di disporre di sistemi informatici sempre più sicuri, adeguatamente protetti da eventuali attacchi cyber. Un aspetto fondamentale riguarda anche la professionalità di chi opera nel settore, che deve mantenersi su elevati standard qualitativi e, soprattutto, costantemente aggiornata attraverso una mirata alfabetizzazione informatica. La sicurezza informatica nella PA e nel settore privato può rappresentare un valido strumento di innovazione e sviluppo per il settore industriale e del made in Italy, in un mercato che può essere una opportunità oltre che un’esigenza.

Priorità nell’agenda politica
Che l’agenda politica dei governi debba prendere atto, con maggiore coscienza, di queste necessità emerge con forza dalle cronache quotidiane, che informano di frequenti incursioni informatiche in siti web e istituzionali, di codici malevoli devastanti, di dati confidenziali trafugati, con la richiesta di cospicui riscatti.
L’ultimo allarme è quello lanciato dal Federal Bureau of Investigation (Fbi) degli Stati Uniti, che ha messo in guardia da possibili attacchi informatici durante le Olimpiadi invernali di Pechino, mentre il massiccio assalto hacker subìto di recente dall’Ucraina, che ha visto violati anche i siti del ministero degli Affari esteri e dell’Unità di crisi, dimostra quanto sia urgente da parte degli Stati sviluppare una comune strategia operativa che possa garantire non solo la massima tutela di dati e documenti, ma anche la piena integrità dei sistemi digitali.

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