La gestione della spazzatura in Emilia-Romagna finisce sotto esame. La Corte dei conti ha deciso di aggiornare il suo piano di controlli per il 2026, inserendo un’indagine speciale dedicata interamente al ciclo dei rifiuti. È quanto dispone la deliberazione adottata in adunanza il 21 gennaio 2026, con cui la Sezione regionale di controllo integra ufficialmente la programmazione annuale già approvata a dicembre 2025. Il settore dei rifiuti è uno dei più complessi per i Comuni: tra costi di smaltimento in aumento, nuove regole ambientali e la necessità di mantenere le bollette (TARI) a livelli accettabili, il rischio di errori nei bilanci è alto.
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La Corte integra le priorità di controllo
La deliberazione chiarisce che la Sezione regionale svolge un insieme articolato di funzioni: alcune obbligatorie per legge (come i riscontri su bilanci e rendiconti degli Enti locali), altre frutto di scelte programmatiche, altre ancora determinate dalle richieste degli enti (ad esempio i pareri).
In questo quadro, la Corte ha ritenuto “necessario” aggiungere un’ulteriore indagine specifica, formalizzando l’inserimento del nuovo punto 3.9 nel piano delle attività 2026 per enfatizzare l’importanza della programmazione, che non è una lista statica, ma può essere rimodulata per intercettare aree di rischio amministrativo-contabile che emergono nel corso dell’anno.
I punti cardine
L’avvio di una nuova indagine sulla gestione del ciclo dei rifiuti in Emilia-Romagna si colloca dentro una tendenza ormai strutturale: il settore è diventato un punto di frizione permanente tra regole regolatorie, vincoli contabili e aspettative dei cittadini.
Per i Comuni significa che l’attenzione della magistratura contabile potrà concentrarsi su profili come:
– coerenza tra programmazione e gestione del servizio;
– tenuta economico-finanziaria dei modelli organizzativi;
– rapporti con i gestori e sostenibilità dei flussi;
– impatti sul bilancio e sul sistema tariffario.
Il piano di controllo, peraltro, prevede anche attività ordinarie rilevanti sui bilanci degli Enti locali, con attenzione particolare agli enti selezionati per criticità e rischi di squilibrio.
I nuovi poteri della Corte: i pareri connessi al PNRR e PNC
Nel programma 2026 trova spazio anche un elemento di forte attualità: i pareri ex legge 1/2026, che consentono alla Corte di pronunciarsi su questioni giuridiche applicabili a fattispecie concrete connesse al PNRR e al PNC, purché di valore non inferiore a 1 milione di euro e fuori dal perimetro del controllo preventivo o di contestazioni già avviate.
Un presidio che, per gli Enti territoriali, può diventare uno strumento di “messa in sicurezza” preventiva delle scelte, a condizione di rispettarne rigorosamente i requisiti di ammissibilità.
PER APPROFONDIRE:
– Rifiuti, nuovo accordo di programma RAEE: cosa cambia per i Comuni dal 1° gennaio 2026.
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