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Coronavirus: elezioni regionali e comunali dopo il 15 ottobre

Fonte: Sole 24 Ore

di EMILIA PATTA (dal Sole 24 Ore) – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Nel decreto sulla liquidità approvato ieri c’è anche un corposo capitolo politico: previo accordo con l’opposizione di centrodestra, regionali e comunali sono state spostate all’autunno come anticipato la scorsa settimana. Per i consigli regionali in scadenza entro il 2 agosto (sono sette: Val d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia) è stata decisa la proroga del mandato di 4 mesi, mentre le comunali in circa mille comuni che si sarebbero dovute tenere questa primavera (secondo la legge 7 del 1991 che è stata modificata con il decreto si devono tenere in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno) si terranno in una domenica, ancora da stabilire, tra il 15 ottobre e il 15 dicembre.

Naturalmente, quando sarà il momento di scegliere la data, regionali e comunali saranno accorpate in un unico election day. L’accorpamento potrebbe riguardare anche il referendum confermativo sulla riforma costituzionale che taglia del 30% il numero dei parlamentari: il governo aveva già fissato la data del 29 marzo scorso per la celebrazione, ma con lo scoppio dell’emergenza sanitaria il termine per fissare una nuova data è stato prorogato di sei mesi con il Dl Cura Italia di marzo.

Una decisione obbligata, che infatti non ha visto opposizione da parte della Lega, ma che certamente penalizza più il partito di Matteo Salvini che i partiti di governo. Se il leader leghista non può passare subito all’incasso nelle regioni, forte dei sondaggi che ancora lo danno attorno al 30%, il Pd ha certamente più tempo per consolidare il suo primato all’interno dell’alleanza giallo-rossa e per lavorare all’alleanza anche a livello locale con un m5s fin qui piuttiosto refrattario.

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