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Cooperazione allo sviluppo, ANCI: “Comuni in prima linea per lo sviluppo sostenibile”

Cooperazione allo sviluppo

“La cooperazione allo sviluppo non va intesa come un obbligo di legge piuttosto che un interesse da perseguire ma deve essere un convincimento che alberga in ognuno di noi. I Comuni vogliono contribuirvi da protagonisti secondo la logica del cosviluppo sia delle nostre comunità che di quelle che partecipano ai progetti di cooperazione”. Sono queste le parole di Umberto Di Primio, vicepresidente ANCI nel suo intervento in rappresentanza dell’Associazione alla Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo in svolgimento all’Auditorium di Roma.

Comuni e cooperazione allo sviluppo

La cooperazione è un settore che vede l’Italia in primissima linea, come hanno ricordato in apertura dei lavori sia il ministro degli Esteri Angelino Alfano che il segretario generale della Farnesina Elisabetta Belloni: “Negli ultimi due anni sono raddoppiati gli investimenti dedicati alla cooperazione, mentre il nostro Paese è il primo investitore in Africa ed il quarto tra i paesi del G7”. A questo sforzo notevole, “i Comuni – ha illustrato Di Primio – contribuiscono mettendo a disposizione l’esperienza tipica dei sindaci e degli amministratori locali. Siamo abituati  a costruire lo sviluppo sostenibile: affrontiamo ogni giorno il governo del territorio e della comunità a noi affidate scegliendo come intervenire sulla base delle priorità individuate e con risorse spesso insufficienti”.

I partenariati territoriali

Questo patrimonio di conoscenze dal basso ha trovato riscontro operativo in alcuni programmi sostenuti dai Comuni. “Innanzitutto ‘Municipi senza frontiere’ con cui – ha ricordato il vice presidente ANCI – proviamo ad aprire nuovi canali di comunicazione tra le istituzioni e le società civili di Paesi diversi coinvolgendo municipalità italiane e straniere in progetti di cooperazione”. L’obiettivo è “quello di far crescere la capacità di gestire la cosa pubblica in settori come il sistema educativo e scolastico, la protezione civile, la raccolta dei rifiuti o l’illuminazione pubblica, in Siria, in Libia, in Burkina Faso”.
Ma i municipi italiani hanno assicurato un significativo contributo anche nella risposta al bando Aics ‘Promozione dei partenariati territoriali 2017’. “Sono infatti i municipi – ha evidenziato il sindaco di Chieti – a rivestire il ruolo di capofila in 14 delle 22 iniziative finanziate; mentre  28 Comuni hanno aderito come partner in 22 dei progetti in posizione utile in graduatoria”.
Insomma, un impegno concreto e a tutto campo che non deve riguardare solo i grandi Comuni. “Tutte le piccole e medie municipalità possono e devono partecipare a progetti di cooperazione allo sviluppo – ha auspicato Di Primio -. Nessuno di noi potrà dire per davvero che è andato lontano nella sua esperienza se non avrà fatto qualcosa per l’altro. È questo il principio che anima i Comuni italiani quando si mettono al servizio con le altre municipalità per creare progetti di cooperazione”.

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