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Confsal-Unsa, no alla mobilità coatta per dipendenti pubblici

Netto no della Confsal Unsa alla mobilità coatta per i dipendenti pubblici. Lo ribadisce, in una nota, Massimo Battaglia, segretario generale della Federazione Confsal-Unsa. “Che la situazione del Paese sia critica non vi sono dubbi – attacca Battaglia – ma la soluzione non è certo predisporre la mobilità coatta del personale pubblico che rischierebbe il licenziamento dopo due anni di diniego al trasferimento a nuova sede, misura che sembra emergere dal Consiglio dei ministri di ieri sera. Verso un provvedimento di questo tipo ci opporremo con tutte le nostre forze. La p.a. non è un carro bestiame”.
“Nella lettera del governo consegnata al vertice europeo – continua Battaglia – ci sono passaggi preoccupanti e sui quali siamo pronti a far sentire la nostra posizione contraria qualora essi venissero tradotti in precise misure interne. Mi riferisco proprio alla mobilità obbligatoria del personale pubblico, la sua ‘messa a disposizione’ con riduzione del salario, che rappresenta una vera e propria cassa integrazione, e la cancellazione delle piante organiche”.
“Inoltre, cancellare le piante organiche – chiarisce Battaglia – significherebbe assegnare alle amministrazioni una discrezionalità totale sui trasferimenti del personale. La crisi del debito del nostro Paese – conclude – passa per un risanamento dei conti pubblici mediante una lotta vera all’evasione e all’elusione fiscale e per l’azzeramento degli sprechi che troppo spesso sono alimentati da una deprecabile gestione dei fondi pubblici e da prebende e privilegi di un’estesa casta di notabili”.

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