Comunali: seggi aperti, si vota fino alle 15. Affluenza sempre più giù

Riaperti dalle 7 di questa mattina i seggi per le elezioni comunali in 563 Comuni, per far votare chi non si sia ancora recato alle urne nella prima giornata di voto, quando erano rimasti aperti dalle 8 alle 22. Si potrà votare fino alle 15. Le operazioni di scrutinio avranno inizio subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti.
Chiuse, invece, definitivamente, le urne della Valle d’Aosta per le elezioni regionali, per le quali si e’ votato un solo giorno, come pure per le comunali nel piccolo Comune di Pergine Valsugana (Trento).
Le operazioni di scrutinio avranno inizio subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti
Per le elezioni comunali la percentuale di votanti rilevata alle ore 22 di ieri  e’ stata del 44,66%, oltre 15 punti in meno rispetto alle precedenti omologhe quando i votanti furono il 60,00%. 
Alle 22 ha votato a Roma il 37,69% degli aventi diritto, quasi 20 punti in meno rispetto alle precedenti omologhe, quando votò il 57,20%. Lo si apprende dal sito del Viminale.

Queste le sfide più interessanti.

ROMA – sono 19 i candidati a sindaco ma la campagna elettorale si gioca tra il sindaco uscente, Gianni Alemanno (Pdl), lo sfidante del Pd Ignazio Marino, il candidato per M5S, Marcello De Vito, e l’outsider, l’imprenditore Alfio Marchini.  

BRESCIA – sono 25 le liste e 10 i candidati sindaco; 680 gli aspiranti consiglieri, di cui 297 donne e 383 uomini. Tra loro anche l’ex calciatore campione del mondo in Spagna ’82 Alessandro ‘Spillò Altobelli, candidato nella lista civica ‘X Brescia’. Acceso, in questi giorni di campagna elettorale, è stato il botta e risposta tra Adriano Paroli (Pdl), sindaco uscente, ed Emilio Del Bono (Pd) schierato con 6 liste. Una sfida che si era già vista nelle comunali del 2008, quando Paroli venne eletto al primo turno con il 51,4% dei voti; Del Bono si fermò al 35%. A scombinare le carte potrebbe essere Laura Gamba, avvocato bresciano candidato del Movimento 5 stelle.  

A TREVISO – La Lega ha deciso di opporre al ‘rinnovamento’ del M5S l’usato sicuro dell’83enne Giancarlo Gentilini, terza candidatura a Cà Sugana. Lo ‘sceriffo’, appoggiato da buona parte del Pdl, dovrà vedersela con Giovanni Manildo, del Pd – primo partito in città alle politiche 2013, col 25,9% – e al ‘re’ del caffé, Massimo Zanetti, area centrodestra. L’outsider é il 38enne grillino Alessandro Gnocchi. Da notare la spaccatura di Scelta Civica di Mario Monti – uno degli esponenti di riferimento appoggia Zanetti, un altro Beppe Mauro (ex assessore Pdl con Gentilini) – e il movimento dell’ex premier li ha diffidati dall’usare il simbolo ufficiale.

A VICENZA – A Vicenza la sfida sarà tra il sindaco uscente, il ‘renziano’ Achille Variati, e la leghista Manuela Dal Lago, la cui lista civica sarà appoggiata dal Carroccio e dal Pdl. Tra i due ci sarà per il Movimento di Grillo Liliana Zaltron, 49 anni, bancaria. Alle politiche di febbraio l’M5S ha ottenuto a Vicenza il 22,5%, secondo partito dopo il Pd (25,5%).

A SIENA – Otto i candidati con sedici liste collegate. Al centrosinistra sono servite due elezioni primarie in pochi mesi per arrivare alla scelta dell’ex sindaco di Monteriggioni Bruno Valentini (Pd e lista civica Siena Cambia) come candidato unico con Socialisti Riformisti e Sel. Chi ha sciolto la riserva in anticipo e raccoglie consensi è il cardiochirurgo Eugenio Neri, sostenuto da una coalizione di larghe intese, con movimenti civici, moderati di centrodestra e appoggiata anche da ex esponenti del Pd con l’obiettivo di scardinare “la crisi economica e morale della città”. Le attese su quanto malcontento riuscirà a catalizzare sono tutte per il candidato del M5s Michele Pinassi che potrà contare anche sulla presenza annunciata di Beppe Grillo in città per sostenerlo. Mentre il panorama di movimenti e liste civiche è dei più vari, come non è mai stato nella storia di Siena.

AD ANCONA – Ridda di candidati sindaci ad Ancona, dove gli aspiranti alla carica di primo cittadino sono dieci, sostenuti da 16 liste. La partita vera si dovrebbe giocare tra due avvocati, con l’incognita del candidato M5S, un bancario, che punta al ballottaggio, forte dei consensi ottenuti dal movimento alle elezioni politiche. In pole ci sono da una parte Valeria Mancinelli, amministrativista sostenuta da Pd, Scelta civica, Udc, Verdi e la “sua” civica Ancona 2020. Dall’altra l’ex dirigente della Squadra Mobile di Ancona ed ex questore di Pesaro Italo D’Angelo (lista civica La Tua Ancona e Pdl).  

AVELLINO – Nel grande rimescolamento elettorale che caratterizza la campagna elettorale per eleggere il nuovo sindaco di Avellino – 22 liste e 675 candidati al consiglio comunale – resiste un forte elemento di continuità con l’esperienza democristiana che in provincia di Avellino, per decenni, ha potuto contare su una classe dirigente nazionale che ha avuto i suoi massimi riferimenti in Ciriaco De Mita e Nicola Mancino. Quattro dei nove candidati alla carica di sindaco, sulla carta accreditati della vittoria, hanno infatti tutti militato nella Dc sin da giovani prima di approdare, a partire dalla prima metà degli anni ’90, in altri partiti e movimenti politici. Sono: Nicola Battista (Pdl), medico; Paolo Foti (Pd), direttore dimissionario dell’Associazione costruttori; Dino Preziosi (Udc), direttore generale dell’ azienda di trasporti Air e Virgilio Cicalese (Scelta Civica), primario di urologia al “Moscati” di Avellino.

BARLETTA – Sono sei i candidati in corsa per ricoprire la carica di sindaco e 21 le liste che li sostengono. Il centro-sinistra si presenta spaccato. Si candidano a guidare la città l’ex portavoce del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Pasquale Cascella, sostenuto dal Pd e dai suoi alleati che vanno da Sel ai montiani (sei liste in tutto); Cosimo Cannito, medico, sostenuto dal Psi e da due liste civiche; Giuseppe Tupputi, ex assessore del Pd, sostenuto da Udc e da una lista civica. Il candidato sindaco del centro-destra è l’imprenditore del Pdl Giovanni Alfarano. Si ripropone, per la seconda volta, Michele Rizzi, per Alternativa comunista, laureato e lavoratore precario presso un call center. Rizzi, nel 2010, aveva sfidato Nichi Vendola alle regionali. Il candidato del Movimento 5 Stelle è l’avvocato Patrizia Corvasce.

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