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Come cambia il sistema di valutazione con la riforma Madia

Fonte: Marcoaurelio.comune.roma.it

Nel nostro Paese è sempre aperto il cantiere delle cosiddette ”riforme” che, dopo essere state precedute da annunci miracolistici e la promessa di avere, finalmente, trovato soluzioni definitive a problemi (peraltro non prioritari), ci trasferiscono testi normativi, rigorosamente, non armonizzati con il contesto normativo che, come spesso succede, una volta emanati, necessitano interventi correttivi o peggio interpretativi o (peggio ancora) “ignorativi”, cioè, con testi scritti così male che, pur se vigenti, è meglio fare finta che non vi siano.

Proprio nel momento in cui si avverte la necessità di combattere la corruzione e affermare il principio di legalità, sarebbe opportuno che le leggi fossero chiare e applicabili, oltre che univoche e rispettate, soprattutto da chi ne invoca il rispetto altrui.
Dopo avere riformato anche le più recenti riforme, adesso è la volta del cosiddetto “pacchetto” dei decreti Madia che, dopo essere stati rivisti, a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale che aveva rilevato l’irregolarità della procedura, sono stati riproposti per sottoporli all’iter previsto.

Gli ambiti di intervento sono tanti e uno di essi riguarda la riforma della cosiddetta “riforma Brunetta”. L’intervento complessivo consiste nella modifica di 17 articoli del decreto legislativo 150/2009 e l’aggiunta di ulteriori 2 articoli, tutti finalizzati alla ridefinizione del sistema di valutazione e del sistema di relazione con le organizzazioni sindacali.
L’aspetto di maggiore interesse, oltre all’apertura alla contrattazione di nuovi ambiti, è indubbiamente la componente relativa al sistema di programmazione che dovrà comporsi di due tipologie di obiettivi…

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