Cloud nazionale, 280 milioni per spingere le PA ancora ferme

Il progetto del PNRR. Nuovo avviso del Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Sono 233 gli Enti che per ora hanno avviato il processo ma 280 devono ultimarlo entro metà 2026

Sole 24 Ore
14 Maggio 2024
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di CARMINE FOTINA (da Il Sole 24 Ore)

Amministrazioni che arrancano nel confezionare il progetto tecnico. Amministrazioni recalcitranti perché difendono il perimetro delle soluzioni già sviluppate in house. Altre ancora a metà del guado e che per qualche mese ancora dovranno appoggiarsi alla centrale acquisti della Consip. Il processo di migrazione dei dati in cloud verso il Polo strategico nazionale (Psn) marcia tra annunci rassicuranti (le 230 Pa che hanno iniziato il percorso, dato diffuso nei giorni scorsi dal Dipartimento per la trasformazione digitale) e oggettive complicazioni, figlie di uno dei progetti più ambiziosi del PNRR.

Con 900 milioni lo Stato finanzia amministrazioni centrali e strutture sanitarie che trasferiscono server fisici o macchine virtuali già in cloud al Polo strategico, l’infrastruttura gestita dalla cordata Tim-Cdp-Leonardo-Sogei che si è aggiudicata la gara del PNRR. Le risorse vengono assegnate a tranche e l’ultimissima in ordine di tempo vale 280 milioni di euro: un avviso del Dipartimento per la trasformazione digitale in scadenza l’8 luglio.
Con quest’ulteriore “appello” alle Pa il governo spera di dare un’accelerata dopo che, con la revisione del Pnrr concordata con la Commissione europea, ha rivisto al ribasso il target di settembre 2024 che nella versione originaria prevedeva la migrazione completa dei servizi di 100 amministrazioni. Ora, entro la stessa data, basterà che 100 Pa trasferiscano anche un solo servizio.

Il Dipartimento per il digitale calcola che sono 230 gli enti – di cui 144 Pa centrali e 89 tra Asl e aziende ospedaliere – che hanno iniziato il processo di migrazione e considera il dato un risultato confortante in vista del target di settembre. Ma lo sguardo deve necessariamente andare oltre, al target finale di giugno 2026 che prevede la migrazione completa (non di un unico servizio, quindi) per 280 Pa. Il cronoprogramma, per non bucare il target, prevede che le PA centrali che hanno riconosciuto un finanziamento fino a 1,5 milioni hanno al massimo 90 giorni per attivare il contratto con il Polo strategico e massimo 270 giorni per concludere tutte le migrazioni con comunicazione del rilascio in esercizio.
Per le amministrazioni che ricevono oltre 1,5 milioni, invece, ai 90 giorni per il contratto possono aggiungersi fino a 540 giorni per ultimare il trasferimento dei dati, cioè in tutto un anno e nove mesi arrivando in alcuni casi quasi a ridosso della scadenza PNRR di metà 2026.

La situazione complessiva a oggi è questa: 233, secondo i dati del Dipartimento, gli enti che hanno iniziato il processo di migrazione e nel complesso, sulla base dei decreti di finanziamento pubblicati online, 320 le amministrazioni che hanno aderito. Le risorse assegnate ammontano a 375 milioni.
A marzo è stato emanato un avviso di 225 milioni (in chiusura il 31 maggio) e il 7 maggio è arrivato l’ultimo da 280 milioni, con scadenza 8 luglio, destinato a 155 enti tra cui Camera dei deputati, Senato, Consiglio di Stato, Corte dei conti, Corte costituzionale, Banca d’Italia, le agenzie Enea, Asi, Ice, Enit, il Cnel, le authority Arera e Art, oltre 18 provveditorati del ministero dell’Istruzione e 45 soprintendenze.
Tra le prime PA che hanno già aderito, invece, ci sono presidenza del consiglio e ministeri e qui, però, va considerato che il calcolo include anche i singoli dipartimenti e ogni direzione generale. Per ogni struttura è previsto un contratto con il Polo strategico, con l’effetto indiretto di facilitare il raggiungimento del target Pnrr. L’adesione è già arrivata inoltre da 105 prefetture e da poco meno di 140 tra Asl e ospedali. E per tutti gli enti il riferimento è un listino fisso, con importi differenziati per server fisici o macchine virtuali oggetto della migrazione, che può avvenire con due modalità (trasferimento in sicurezza dell’infrastruttura It e aggiornamento di applicazioni sicure in cloud).

* Articolo integrale pubblicato su Il Sole 24 Ore del 14 maggio 2024 (In collaborazione con Mimesi s.r.l.)

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