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Censimento 2010 del personale in servizio negli enti locali

Censimento personale enti locali 2010Nel 2010 la media nazionale dell’incidenza della spesa per il personale degli enti locali è scesa rispetto all’anno precedente, sono diminuite le unità in servizio a tempo indeterminato, il ricorso alla mobilità ha interessato circa 6.000 persone. Sono i dati più evidenti che emergono dal Censimento generale del personale in servizio presso gli enti locali, pubblicato dal ministero dell’Interno.
Lo studio curato dal 1978 dal Dipartimento per gli affari interni e territoriali, per la ricchezza dei contenuti informativi, offre alle istituzioni la possibilità di verificare il grado di attuazione delle disposizioni legislative in vigore, in materia di risorse umane, e di valutare preventivamente l’impatto di eventuali ulteriori interventi normativi in itinere. La rilevazione dal 2007 ha cadenza annuale e dal 2008 è stata integrata con il Conto annuale curato dal ministero dell’Economia e delle Finanze.
Dalle elaborazioni effettuate emerge che la maggior parte degli enti locali ha dato concreta e puntuale attuazione alle disposizioni in materia di contenimento delle spese, confermando di aver rispettato sia le regole del patto di stabilità interno sia i limiti alle assunzioni fissati dalle ultime leggi finanziarie.

Il documento in pillole
La media dell’incidenza della spesa per il personale, in rapporto alla spesa corrente, è risultata sostanzialmente stabile rispetto al precedente censimento (31,84% nel 2010, contro il 32,21% del 2009). Tuttavia si deve sottolineare che il 19% degli enti locali ha dichiarato che la spesa ha inciso sul totale corrente per il 40% e oltre, mentre nel 70% delle amministrazioni l’incidenza è stata uguale o inferiore al 35%.
Ai fini dell’applicazione delle nuove disposizioni in materia pensionistica, interessante è il dato relativo all’anzianità anagrafica: alla fine dell’anno passato risultavano in servizio oltre 93.000 unità tra i 55 e i 59 anni di età; oltre 26.000 tra i 60 e i 64 e circa 1.500 oltre i 65. In relazione, invece, all’anzianità di servizio, la fascia più numerosa è risultata quella dei dipendenti che hanno prestato fino a 30 anni di lavoro, seguita dalla quella tra i 31 a 40 anni, mentre i lavoratori che hanno superato i 40 anni è rappresentata da 379 unità.
Risulta, inoltre, un aumento del personale in part-time e la diminuzione del ricorso al lavoro flessibile. In calo anche i contratti di collaborazione coordinata e continuativa rispetto al precedente censimento, probabilmente a motivo delle disposizioni restrittive emanate in tal senso negli ultimi anni. Le progressioni orizzontali effettuate nell’anno 2010 hanno registrato un incremento rispetto all’anno precedente, probabilmente in vista dell’entrata in vigore della nuova disposizione che ne blocca gli effetti economici per il triennio 2011-2013. Il numero delle progressioni verticali è rimasto, invece, sostanzialmente stabile.
Dai dati pervenuti emerge, infine, che la maggioranza dei cessati ha presentato domanda di dimissioni volontarie prima del raggiungimento dei limiti di età previsti per la pensione di anzianità, mentre in seconda posizione sono i pensionamenti per raggiunti limiti di età. Un discreto numero di dipendenti in possesso di anzianità contributiva di 40 anni, 1.519 unità, è stato posto in quiescenza per iniziativa dell’amministrazione di appartenenza.

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