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CCRE chiede riforma del regime degli appalti pubblici europei

Il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa lancia un appello alle istituzioni europee per condurre una vera riforma del regime degli appalti pubblici europei, riconducendo la politica al suo obiettivo primario che è quello di garantire un buon rapporto qualità/prezzo. Nel suo invito il CCRE chiede alla Commissione europea di proporre un regime semplificato per gli appalti pubblici, centrato essenzialmente sui principi di uguaglianza, di trasparenza e di non discriminazione, così come sottolineato nel Trattato sull’Ue. Inoltre il CCRE chiede alla Commissione di lasciare maggiore flessibilità alla negoziazione in tutte le procedure di appalto, divenute troppe complesse portando a procedure amministrative costose   e complicate in particolare per gli enti locali e regionali. Ai fini di una reale semplificazione il CCRE invita la Commissione europea ad aumentare le soglie a partire dalle quali una procedura di appalto pubblico sia applicabile, al fine di raggiungere un equilibrio tra la procedura ed il risultato. In effetti il CCRE sostiene un libero approvvigionamento, in conformità con il principio di autonomia locale e regionale. L’utilizzo delle tecnologie dell’informazione  potrebbe ugualmente avere un ruolo importante nella semplificazione del regime degli appalti pubblici e nella riduzione dei carichi amministrativi e finanziari. L’appello del CCRE si iscrive nel quadro della consultazione sulla modernizzazione  della politica dell’Ue in materia di appalti pubblici ed alla vigilia dell’audizione pubblica della Commissione parlamentare per il mercato interno e la protezione dei consumatori sulla modernizzazione degli appalti pubblici che avrà luogo oggi, 24 maggio.

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