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Casse capitoline poco «beate»

Fonte: Il Sole 24 Ore Roma

La grande folla giunta a Roma per la beatificazione di Giovanni Paolo II non ha lasciato granchè nelle casse capitoline. Del milione e mezzo di pellegrini presenti a San Pietro lo scorso primo maggio, solo 200mila ha dormito nelle strutture ricettive della capitale. Nelle casse capitoline entreranno solo 768mila euro. Poca cosa, se si considera che per la gestione dell’evento il Comune ha speso 4,6 milioni e il sindaco Gianni Alemanno ha già chiesto un rimborso spese al Governo. E forse un’opportunità mancata, visto che il Campidoglio, per il 2011, conta di ricavare oltre 70 milioni dalla tassa di soggiorno. La maggior parte dei fedeli infatti è tornata a casa in giornata, senza passare la notte a Roma. E molti, tra coloro che sono rimasti, si sono organizzati alloggiando in casa di amici, dormendo nei sacchi a pelo al Circo Massimo, oppure sistemandosi nelle strutture religiose. Così, dal grande evento il Campidoglio ha incassato meno di un milione di contributo di soggiorno. Secondo i conti di Federalberghi, infatti, i 200mila pellegrini che hanno dormito nelle strutture ricettive della capitale il weekend del primo maggio, in media, si sono fermati due notti. In totale si parla di 400mila presenze, a cui vanno sottratti un 4% circa di visitatori esonerati dal contributo di soggiorno (disabili, bambini). Complessivamente, quindi, 384mila le presenze calcolate ai fini del pagamento della tassa di soggiorno e il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli assicura che «il contributo viene versato regolarmente da tutti i turisti, senza praticamente alcuna eccezione». Ogni visitatore ha versato mediamente un contributo di due euro a notte (la tassa va da 1 a 3 euro a seconda della tipologia di strutture ricettive). Ecco che nelle casse capitoline entreranno 768mila euro. «Il sindaco pensava di coprire una buona parte delle spese sostenute per la beatificazione di Giovanni Paolo II con la tassa di scopo – ha commentato polemico il consigliere comunale del Pd, Alfredo Ferrari – ma del milione e mezzo di fedeli presenti solo 200mila ha alloggiato a Roma mentre le spese sostenute dal Comune sfiorano i 5 milioni». Insomma, se la beatificazione di Giovanni Paolo II è stato un grande evento non si può dire che abbia anche generato un indotto economico eccezionale. «Molti pellegrini sono venuti a Roma il primo maggio e sono ripartiti in giornata» ha spiegato Roscioli. Negli hotel della capitale è stata registrata un’occupazione media delle camere del 90%, un 30% in più rispetto allo stesso periodo del 2010, ha fatto sapere il vicesindaco Mauro Cutrufo, che ha parlato di un «un grande balzo in avanti». Ma la folla di pellegrini non è stata notata nei negozi che il primo maggio sono rimasti aperti. «Gli incassi totali – spiega Valter Giammaria, presidente Confesercenti Roma – sono stati inferiori del 50% rispetto ad altre domeniche. L’apertura straordinaria del primo maggio è stata tutto sommato un flop». Grandi numeri ma pochi incassi anche nei musei civici. L’assessore alla Cultura Dino Gasperini ha fatto sapere che domenica 1 maggio i visitatori nel circuito dei musei romani sono stati 9.512. Ma il biglietto, per l’occasione, è stato venduto al prezzo simbolico di un euro. Il Campidoglio ha incassato meno di 9mila euro, quindi, se si considerano le categorie esonerate dal pagamento del biglietto.

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