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«Bonus investimenti» da chiudere entro giugno

Fonte: Il Sole 24 Ore

Entro il 30 giugno i Comuni dovranno aver “consumato” gli spazi finanziari assegnati a inizio anno a titolo di bonus investimenti. Con la legge di stabilità 2014 è stata infatti ripartita fra i Comuni la torta di 840 milioni per permettere l’esclusione dai vincoli dei pagamenti in conto capitale (articolo 1, comma 535 della legge 147/2013). Con il monitoraggio semestrale – il cui decreto non è ancora stato approvato – gli enti dovranno dimostrare l’importo dei pagamenti effettuati nel corso del primo semestre da escludere ai fini del Patto di stabilità. Dopo il 30 giugno non potranno più essere effettuate esclusioni a valere su questi spazi finanziari.

Ancora in materia di Patto di stabilità interno, è stata pubblicata sul sito del ministero dell’Economia la ripartizione degli spazi finanziari non assegnati dalle regioni, ad esclusivo beneficio dei Comuni con popolazione compresa tra mille e 5mila abitanti nell’ambito del Patto verticale incentivato. Il beneficio, per i Comuni che hanno un saldo finanziario positivo, è pari al 9,28 % dell’obiettivo ed è già evidenziato nei prospetti degli obiettivi 2014.

Su tutti i numeri della finanza locale, però, resta alto il grado di incertezza anche se si avvicinano a grandi passi le scadenze del 30 giugno, termine prorogato per la chiusura dei consuntivi, e del 31 luglio, termine prorogato per la chiusura dei preventivi 2014. Per la definizione degli importi del fondo di solidarietà comunale occorre infatti attendere il Dpcm che, secondo le disposizioni dell’articolo 1, comma 730 della legge 147/2013, avrebbe dovuto vedere la luce entro il 30 aprile scorso, ma ancora non è stato approvato anche se ormai pare imminente.

La base di partenza per il calcolo delle somme dei singoli Comuni è costituita dalle spettanze 2013, sulle quali a tutt’oggi pende però l’incognita delle variazioni che il ministero dell’Economia dovrà operare a seguito della verifica del gettito Imu 2013 per gli immobili di categoria D. Anche su questo fronte i tempi sono stretti: un decreto interministeriale avrebbe dovuto entro lo scorso 31 marzo determinare le variazioni al fondo di solidarietà comunale 2013 e, conseguentemente, definire il perimetro degli enti ai quali applicare la proroga del termine per l’approvazione dei rendiconti. L’articolo 7 del Dl 16/2014 sposta al 30 giugno 2014 la scadenza per la chiusura dei consuntivi e dispone le modalità di recupero di eventuali eccedenze di risorse già erogate e contabilizzate a titolo di fondo di solidarietà, ma a fine giugno mancano ormai due settimane e il decreto deve comparire a giorni.

In attesa ci sono tutti i Comuni, perché la nota metodologica sul processo di revisione del gettito Imu 2013, approvato in Conferenza Stato-città e Autonomie Locali il 30 aprile, dispone una proroga generalizzata del rendiconto al 30 giugno, in quanto comporta una diversa ripartizione tra tutti gli enti dell’ammontare complessivo del fondo 2013.

Le incertezze sul fisco immobiliare tengono ancora in sospeso anche la ripartizione del fondo da 625 milioni destinato ai comuni dove nel passaggio dall’Imu sull’abitazione principale alla Tasi non è possibile raggiungere con il nuovo tributo lo stesso livello di entrata (in questo caso la norma non prevede una scadenza).

Sempre in tema di fondo di solidarietà 2014, si attende di conoscere i tagli disposti dal Dl 66/2014, la cui quantificazione è rinviata a un decreto del ministro dell’Interno da emanare entro il 30 giugno.

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