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Blocco contratti, decisione della Consulta rinviata ad oggi

Altre 24 ore di passione. Sul blocco contratti della p.a., la Corte costituzionale si esprimerà infatti nella giornata di oggi. I giudici della Consulta si sono erano infatti riuniti ieri ma in serata è stato deciso di proseguire la riunione questa mattina.

Occorrerà dunque attendere ancora per per sapere se la Consulta dichiarerà legittimo il congelamento di stipendi e trattamenti accessori per il personale della p.a. contrattualizzato introdotto nel 2010 per gli anni dal 2011 al 2013 dal Governo Berlusconi poi confermato e prorogato dai Governi successivi.

Sul tavolo ‘ballano’ ben 35 miliardi di euro, che ricadrebbero sulle casse dello Stato in caso di una bocciatura del blocco, invocata dai sindacati.

Va detto che per esprimere la loro decisione sul blocco contratti della p.a., i giudici della Corte valuteranno con ogni probabilità anche la decisione già presa dalla Consulta nel dicembre 2013 nel dichiarare legittimo per il solo personale del pubblico impiego non contrattualizzato (magistrati, professori universitari) proprio il blocco degli adeguamenti retributivi e degli automatismi stipendiali introdotto nel 2010 dal governo Berlusconi con il decreto legge n. 78.

È evidente che, in caso di ‘sblocco’ dei contratti, ci saranno ricadute anche sul d.d.l. Madia, la riforma della p.a. (>> scarica il testo aggiornato al 18 giugno) in cantiere ormai da due anni ma che tarda nel suo iter (attualmente ‘si trova’ in Commissione Affari Costituzionali alla Camera). In tal senso, nella giornata di ieri è stato approvato un emendamento a firma Giovanna Martelli (Pd) che fa scendere dal 20% al 10% la soglia di dipendenti cui assicurato entro tre anni, nei caso in cui lo richiedano, forme di telelavoro.

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