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Bilancio consolidato: obbligo senza alibi

Fonte: Italia Oggi

di FRANCESCO CERISANO (da Italia Oggi)

Se un Comune non approva in tempo (entro il 30 settembre) il bilancio consolidato, non per sua colpa, ma a causa della mancata comunicazione dei dati di bilancio da parte di una società ricompresa nel perimetro di consolidamento, non ci sono scusanti. La mancata approvazione del consolidato fa scattare il divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale, compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, fino a quando l’ente non si mette in regola. Ossia fino a quando il bilancio consolidato non viene approvato dal consiglio comunale e trasmesso alla banca dati delle amministrazioni pubbliche. A fornire una lettura estremamente rigorosa dell’art. 151, comma 8 del Tuel è la Corte conti del Piemonte che nella delibera n. 28 del 5 marzo 2018 ha passato ai raggi X la gestione contabile 2017 del comune di Torino. Nel motivare le ragioni del ritardato via libera al consolidato 2016, la giunta guidata dal sindaco Chiara Appendino ha chiarito che il problema riguardava la mancata trasmissione dei dati contabili da parte della società di trasporto pubblico locale Gtt (Gruppo torinese trasporti) spa. Il comune, si giustifi cava la giunta in una nota, aveva atteso invano prima il bilancio approvato dall’assemblea degli azionisti di Gtt e poi il preconsuntivo approvato dall’organo amministrativo della società. Non avendo ricevuto comunicazioni, l’ente, per non rimandare ulteriormente l’approvazione del bilancio consolidato, aveva predisposto ugualmente il documento, escludendo Gtt dal consolidamento, «senza tuttavia far mancare, nell’ambito della relazione sulla gestione, elementi adeguati a rendere completa l’informazione sulla dimensione dell’intero gruppo». La Corte conti, tuttavia, non ha ritenuto le giustificazioni del comune idonee a non far scattare la sanzione del divieto di assunzioni. «Pur comprendendo le difficoltà tecniche sottese a tale adempimento», si legge nella delibera consultabile sul sito gruppodelfino.it, «la sezione non può che accertare l’inadempimento del comune rispetto ai termini indicati dal legislatore». I giudici contabili hanno infatti chiarito che l’obbligo di approvazione del bilancio consolidato «è funzionale al superamento delle lacune informative dei bilanci degli enti locali», al fi ne di ottenere, come richiesto dal principio contabile n.4/4 di cui al dlgs 118/2011, «una visione completa delle consistenze patrimoniali e finanziarie di un gruppo di enti e società che fa capo a un’amministrazione pubblica, incluso il risultato economico». Per questo motivo, prosegue la Corte, «le giustificazioni dell’ente non possono rappresentare una scusante o un’attenuante, anche considerato il teorico pieno controllo, per il tramite della holding Fct, sulla società Gtt. Di qui il divieto di assunzioni a qualunque titolo che è scattato come conseguenza diretta dell’inadempimento e che ha dispiegato i suoi effetti fino al 18 dicembre 2017 quando il consiglio comunale torinese ha approvato il bilancio consolidato chiuso con un risultato di esercizio negativo per 27,4 milioni di euro.

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