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Bilancio: alleanza Commissione-CdR

“Il  Comitato delle regioni è pronto a sostenere le proposte e a difendere la coerenza del  progetto della Commissione europea ed i suoi ambiziosi obiettivi, in particolare presso taluni governi nazionali”: è questo il messaggio della Presidente del Comitato delle regioni Mercedes Bresso all’indomani dell’adozione, da parte della Commissione europea, della proposta di quadro finanziario pluriennale post 2013. La Presidente del CdR ha aggiunto: “Ci mobiliteremo con determinazione per evitare che i negoziati conducano a uno snaturamento o a un indebolimento di queste proposte, in particolare ad opera del Consiglio dei ministri.”  Il quadro presentato dalla Commissione integra la maggior parte delle proposte avanzate dal CdR nei suoi pareri sulla revisione del bilancio e sulla politica di coesione e sulla politica agricola future. Ramón Luis Valcárcel Siso, Presidente della regione Murcia e 1° vicepresidente del CdR, si è congratulato, dal canto suo, per l’introduzione di strumenti di flessibilità, in particolare per affrontare le situazioni di crisi nel settore agricolo. “Condividiamo anche l’idea di un forte ancoraggio alla strategia Europa 2020. Per permettere all’Europa di uscire dalla crisi, bisogna dotare tale strategia di risorse adeguate e fare in modo che essa sia oggetto di una vasta appropriazione, che vada al di là della stretta cerchia dei governi nazionali coinvolgendo gli enti regionali e locali, gli attori economici e sociali e i nostri concittadini che vivono nelle nostre regioni e nelle nostre città, grandi e piccole,” ha aggiunto Mercedes Bresso. Per il CdR, lo strumento principale per conseguire questo obiettivo rimane la politica di coesione: “L’introduzione della nuova categoria delle regioni in via di transizione rappresenta sicuramente una grande vittoria, ma non dimentichiamo che essa è pienamente giustificata: è una risposta alla fragilità di talune regioni, duramente colpite dalla crisi,” ha ricordato Mercedes Bresso, aggiungendo poi: “per quanto riguarda il metodo, credo che l’affermazione dell’approccio territoriale integrato sia un’ottima cosa, che dovrebbe tradursi nella conclusione di contratti di partenariato tra l’Unione, gli Stati e le regioni che abbraccino – insistiamo – tutti i fondi strutturali e quindi, oltre che l’FSE e il FESR, anche il fondo per lo sviluppo rurale e il fondo europeo per la pesca.” La Presidente del CdR ha espresso però anche una riserva: “ovviamente, rimaniamo convinti che la politica di coesione debba essere giudicata per la sua capacità di ottenere risultati tangibili. Ma i meccanismi proposti per la condizionalità appaiono alquanto complessi. Bisognerà attendere le proposte di regolamento che verranno presentate in autunno per poter esprimere un giudizio.”

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