>> CONSULTA LO SPECIALE SULLA LEGGE DI BILANCIO 2018.
Sottolineando l’impegno dell’ANCI per sollecitare le forze politiche a migliorare la Legge di Bilancio, Castelli ha ribadito che la legge merita un voto positivo per quanto riguarda gli investimenti ma insufficiente per la parte legata alla spesa corrente. Un quadro reso più complicato dalle problematiche connesse alla TARI e “ad alcuni errori di conteggio che – ha evidenziato – non hanno prodotto un aumento di gettito complessivo da parte dei Comuni, ma semplicemente determinato una distribuzione sbagliata fra contribuenti che hanno visto, alcuni pagamenti superiori al dovuto, altri inferiori, quasi sempre per piccole cifre”. Peraltro, come hanno osservato molti partecipanti, tutti i regolamenti TARI sono stati sottoposti alla vigilanza del Ministero dell’Economia, che non ha mai sollevato eccezioni su questi aspetti.
Da questo punto di vista, per Castelli “ha fatto bene il presidente Decaro a chiedere una norma, possibilmente anche un fondo, che possa consentire ai Comuni italiani di ristorare, come giusto e doveroso per quei pochi che hanno commesso qualche errore, quello che è il diritto di credito dei contribuenti”.
“Chiediamo pertanto – ha concluso il delegato ANCI – una norma che ci consenta, anche con fondi di bilancio, di poter riparare agli errori. I Comuni mettono sempre la faccia nelle decisioni che prendono e lo fanno anche quando sbagliano”.
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento