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di AMEDEO SCARSELLA
Da qualche settimana la Gazzetta degli Enti Locali ha messo a disposizione dei propri abbonati MIA, l’assistente AI, progettato per aiutare a trovare risposte operative sulle tematiche che ogni giorno si affrontano nella gestione dell’Ente.
>> Le istruzioni complete per utilizzare MIA sul portale de La Gazzetta degli Enti Locali.
Si tratta di uno strumento che sto imparando a conoscere ed utilizzare; le valutazioni sulla sua utilità cambiano, probabilmente anche sulla base della capacità di interrogarlo. Uno strumento che ritengo non sostituisca le modalità ordinarie con le quali un operatore deve approcciarsi ai diversi temi che giornalmente è chiamato ad affrontare, ma le integra in modo evidentemente funzionale.
Approcciarsi ad un tema impone preventivamente una ricerca, uno studio e una riflessione sulle norme applicabili. Tale momento di studio e analisi preventivo a mio avviso non è sostituibile dall’AI, almeno fino a quando non si avrà la capacità di utilizzare con maggior disinvoltura lo strumento e lo strumento stesso non sarà “allenato” a dialogare con noi.
Non nascondo che ad alcune domande, in rarissime circostanze, ho avuto risposte che avrebbero potuto portarmi fuori strada, ma l’aver approcciato il tema già con una preventivo studio delle questioni giuridiche mi ha reso “impermeabile” all’errore. D’altra parte, è la stessa MIA che avverte “Ti consiglio di verificare questa ricostruzione con la normativa vigente”.
Cosa cambia quando l’AI lavora su fonti controllate e autorevoli
In questa newsletter volevo condividere, senza pretesa di elaborazioni complesse o scientifiche, le modalità operative con cui ho iniziato ad utilizzare lo strumento. Si tratta, in altri termini, di condividere modalità sperimentali con cui un operatore inizia ad utilizzare un sistema di intelligenza artificiale professionale, realizzato attingendo a basi di dati “affidabili”.
Sottolineo, per completezza di analisi del contesto, che a differenza di strumenti generalisti di IA, MIA attinge a fonti editoriali verificate, aggiornate e validate dall’esperienza di Maggioli Editore. E che quindi si pone ai nastri di partenza come valido copilota per attività di analisi e ricerca sulle tematiche di rilievo per l’operatore dell’Ente locale.
Per rendere concreto l’esempio di utilizzo, ho esaminato un caso specifico, la revoca di un assessore, seguendo questo iter logico:
- preliminarmente ho effettuato un esame della dottrina e della giurisprudenza più recente sul tema, formandomi un’idea sulle regole da applicare alla fattispecie concreta (si veda l’articolo intitolato La giurisprudenza più recente in tema di revoca dell’assessore);
- successivamente ho chiesto a MIA, l’assistente AI, “In quali casi si può procedere alla revoca di un assessore? A cosa bisogna fare attenzione per evitare il provvedimento sia illegittimo?”;
- MIA ha effettuato una sintesi del tutto attendibile degli orientamenti giurisprudenziali presenti, guidandomi anche con uno schema di atto all’adozione del provvedimento.
Valutazioni (personali) sulle modalità di utilizzo di MIA per migliorare la qualità del lavoro
Le valutazione di MIA sono dopo un primo periodo di utilizzo sicuramente positive, con riserva di approfondire o modificare la stessa a seguito dell’ulteriore utilizzo dello strumento. Occorre a dire il vero un confronto tra operatori che utilizzano il sistema, al fine di verificare se le conclusioni raggiunte sono condivise, o se ci sono ulteriori elementi di miglioramento nell’utilizzo o viceversa elementi di criticità da evidenziare. Anche sul confronto tra colleghi sull’utilizzo di MIA stanno nascendo interessanti esperienze che potranno sicuramente dare giovamento al sistema: si tratta di conoscere meglio le modalità di interrogazione e dare e avere fiducia nello strumento.
Fiducia nel fatto che ci si trovi di fronte ad un nuovo, ulteriore e qualificato strumento di lavoro, che, come tutti gli strumenti di lavoro, va “gestito”: occorre utilizzarlo correttamente, con la prudenza necessaria per evitare di produrre danni.
Chiudo raccontando un episodio che mi è capitato qualche giorno fa. Era sera ed ero anche un po’ stanco. Mi si pone un problema e l’istinto è stato “faccio quattro chiacchiere con MIA”. Preso dalla stanchezza ho quindi un po’ “rovesciato” l’iter normalmente seguito. Ho interrogato direttamente MIA ponendo una domanda su un caso concreto. Devo dire che la risposta era convincente, ma ho preferito rinviare al giorno successivo lo studio della questione, secondo i metodi tradizionali, prima di fornire soluzioni definitive al tema. L’interrogazione dell’AI non sostituisce lo studio della questione, ma può utilmente precederlo o seguirlo: resta il giudizio del professionista a validare la risposta.
Guardando la risposta fornita nell’esempio fatto sulla revoca dell’assessore e l’ultima sentenza del Consiglio di Stato (Sez. V) del 16 marzo 2026, n. 2125 credo che si possa affermare che siamo a buon punto nel creare strumenti di ausilio al lavoro di grande utilità e professionalità.
Si dovrà percorrere ancora un po’ strada, ma la direzione è tracciata. A questo riguardo approfitto per invitare gli utenti/colleghi a condividere le proprie esperienze d’uso di MIA: il confronto tra operatori è la strada più rapida per capire come ottenere il massimo dallo strumento.
>> LA NOSTRA RUBRICA SETTIMANALE CHE TI ACCOMPAGNA NELL’UTILIZZO DI MIA.
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