Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato, con il decreto del 27 febbraio 2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile, il nuovo assetto del Fondo per l’avvio delle opere indifferibili (FOI). Il provvedimento recepisce le istanze di revisione dei costi presentate dagli Enti Locali e validate dalle Amministrazioni centrali titolari. Nello specifico, il contributo complessivo rideterminato ammonta a 77,8 milioni di euro.
La parte preponderante, circa 71,6 milioni, è destinata a progetti inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mentre i restanti 6,1 milioni riguardano il Piano Nazionale per gli investimenti Complementari (PNC). Tale manovra si è resa necessaria per allineare i finanziamenti pubblici all’effettivo andamento dei costi di realizzazione delle opere in un contesto economico ancora segnato dalla volatilità dei prezzi dei materiali.
Le rinunce e l’elenco degli interventi a contributo zero
Un elemento di particolare rilievo tecnico risiede nell’Allegato 2 del decreto. Qui vengono censiti gli interventi per i quali gli Enti Locali hanno presentato una domanda di rideterminazione per un importo pari a zero. Si tratta, di fatto, di una rinuncia totale al contributo, per una cifra che sfiora l’1,05 milioni di euro.
L’operazione di “pulizia” degli elenchi ha permesso di liberare risorse significative: in esito alle rideterminazioni e alle rinunce, rientrano nella disponibilità del Fondo circa 25,2 milioni di euro.
Cronoprogramma e adempimenti
Per i responsabili degli uffici tecnici e i consulenti dei Comuni, il decreto avvia un meccanismo di aggiornamento amministrativo dai tempi strettissimi. La Ragioneria Generale dello Stato ha solo 5 giorni dalla pubblicazione per aggiornare i sistemi di monitoraggio (ReGiS). Una volta completata questa fase, scatta l’obbligo per gli Enti Locali: entro i successivi 10 giorni, dovranno procedere all’aggiornamento tempestivo del quadro economico e del cronoprogramma finanziario.
La puntualità in questo passaggio è cruciale: il mancato allineamento dei dati sui sistemi informativi centrali potrebbe generare criticità nei successivi flussi di cassa, rallentando l’erogazione dei fondi proprio nella fase di avvio dei lavori.
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